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Torino

La reliquia di don Bosco torna al Colle Don Bosco

La reliquia di don Bosco stava nella cucina di un uomo a Pinerolo, nel Torinese. Forse, pensando che il reliquiario fosse d'oro, voleva rivenderlo. Videosorveglianza e tracce hanno condotto gli inquirenti direttamente all'uomo.

Cronaca
Pubblicato il 16 giugno 2017, alle ore 10:18

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La reliquia di don Bosco torna al Colle Don Bosco
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È stata ritrovata nel Pinerolo, Torino, l’urna con una scheggia del cervello di San Giovanni Bosco, una reliquia molto cara ai salesiani e ai devoti che salivano anche tutti i giorni al Colle Don Bosco, nel comune di Castelnuovo, Asti, paese natale di don Bosco, per pregare il Santo. ll reliquiario, rubato due settimane fa, il 2 giugno 2017, si trovava nella Basilica inferiore. 
Ieri sera i carabinieri di Villanova d’Asti hanno dato la bella notizia del ritrovamento della reliquia, di aver fermato un uomo di 40 anni di Pinerolo e dell’interrogatorio in corso.

Tra le ipotesi degli inquirenti c’è anche quella che l’uomo volesse ricavare qualcosa dalla vendita dell’urna contente la reliquia di don Bosco, pensando che fosse d’oro, ma, si sa, non è tutto oro quello che luccica. La reliquia, ritrovata nella notte dagli investigatori, stava nella credenza della cucina dell’uomo. 
Nella stessa casa sono state trovate anche le scarpe indossate la sera in cui è stato messo a segno il colpo nella Basilica inferiore. 

Le scarpe sono diventate preziose per gli investigatori per le numerose orme lasciate all’interno della Basilica dove il quarantenne, già conosciuto alle forze dell’ordine per altri vecchi, forse piccoli reati, aveva avuto a che fare con la giustizia.

All’interno della Basilica ci sono le telecamere del circuito di videosorveglianza, che hanno ripreso l’uomo costantemente finché non è scomparso dietro all’altare, guardandosi per bene e ripetutamente intorno.

Le impronte digitali lasciate sulla balaustra e sulla teca della reliquia, insieme a quelle delle scarpe e altre tracce di Dna rinvenute sono state isolate. Ora, il tutto è allo studio degli investigatori.

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Cosa ne pensa l’autore

Marilena Carraro - Come spesso succede ciò che ha più valore affettivo, religioso in questo caso, che in sé, in quanto oggetto, viene calpestato, trafugato ecc. Per i malviventi non significa nulla, mentre per i derubati il dolore è enorme. La teca sembra d'oro, da qui l'interesse da parte del malvivente; dentro è conservata una scheggia di cervello di un Santo... per la quale il valore è affettivo e religioso, e per ciò che si ama non c'è un prezzo!

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