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Roma

La mamma di Elena Aubry, morta nel 2018: "Violata la memoria di mia figlia su Facebook"

Al dolore per la morte della figlia, avvenuta nel 2018, se ne aggiunge un altro. La memoria della figlia è stata violata usando la sua immagine su un profilo Facebook che è già stato denunciato.

Cronaca
Pubblicato il 29 novembre 2021, alle ore 09:19

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La mamma di Elena Aubry, morta nel 2018: "Violata la memoria di mia figlia su Facebook"

Oltre al dolore più terribile che un genitore possa provare, ovvero la morte del proprio figlio, succede anche che si infanghi la memoria della sua perdita. Una storia simile che qui raccontiamo è accaduta a Roma, dove sul profilo Facebook, la madre ha visto la foto della propria figlia morta nel 2018. Una immagine che le ha fatto molto male in quanto la memoria della figlia è stata violata e chiede la rimozione di quel profilo. 

Elena è morta nel 2018 a 26 anni in seguito a un incidente con la sua moto dove è finita in una buca sulla via Ostiense a Roma. Un’altra vittima della strada e da quel momento, da quel 6 maggio 2016, la madre sta facendo di tutto per ottenere giustizia sia in tribunale, ma chiede anche che si ci sia maggiore sicurezza sulle strade quando si viaggia. 

Nella giornata di domenica 28 novembre, un amico della figlia le ha mostrato una foto profilo che rimanda all’immagine della figlia, quindi capelli biondi e occhi chiari, ma con il nome di Michela Tasso, una foto profilo falsa di una ragazza iscritta all’Università di Roma, ma originaria di Cerignola. Il fatto è già stato denunciato alla Polizia postale. 

Un ennesimo smacco e dolore per la madre che sporge denuncia e dice: “Ci sono persone che non conoscono vergogna,non so cosa può esserci dietro a un gesto simile. Potrebbe essere una truffa, è comunque qualcosa di illecito e non voglio che venga accostato al volto di mia figlia. Per una mamma il dolore non finisce mai, perché alimentarlo in questo modo assurdo?”

Un dolore terribile per la madre dal momento che il volto della figlia è reperibile su diversi siti di informazione, in seguito a quanto successo, quindi chiunque può approfittarne come successo. Un fatto a cui se ne sono aggiunti altri negli anni, considerando che nel 2020, un uomo ha rubato le ceneri della figlia. Un episodio difficile e doloroso per la donna che ha potuto contare sull’appoggio di varie persone, proprio come in questo caso. 

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Vergogna, vergogna, sono le uniche parole che mi sento di dire a chi ha deciso di macchiarsi di un reato del genere senza avere il minimo rispetto per un genitore che ha perso un figlio e deve combattere ogni giorno con la sua mancanza e perdita. Non c'è davvero pace per questa mamma sulla quale sembra che la vita si accanisca.

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