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Bologna

La docente Olga Mariasofia D’Emilio è morta per l’amianto: Miur condannato al risarcimento

Olga Mariasofia D'Emilio è morta nel 2017 di mesotelioma legato all'esposizione all'amianto nella scuola in cui lavorava. Il Miur è stato condannato a risarcire i familiari di un danno da 930.258 euro per la morte dell'insegnante.

Cronaca
Pubblicato il 22 dicembre 2021, alle ore 14:42

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La docente Olga Mariasofia D’Emilio è morta per l’amianto: Miur condannato al risarcimento

Olga Mariasofia D’Emilio è morta nel 2017 di mesotelioma per essere stata esposta al materiale cancerogeno nella scuola in cui insegnava nei laboratori di chimica e fisica della Scuola Media Farini del capoluogo emiliano. 

Ora il tribunale del Lavoro di Bologna ha condannato il Ministero dell’Istruzione a risarcire i familiari di un danno da 930.258 euro per la morte dell’insegnante. Ne dà notizia l’Ona (Osservatorio nazionale amianto), spiegando che si tratta della prima condanna del Miur per la presenza di amianto negli istituti scolastici.

L’accaduto 

Il 17 maggio del 2002 alla docente è stato diagnosticato il mesotelioma per l’esposizione alla fibra killer durante l’insegnamento nelle strutture e nei laboratori di chimica e fisica della Scuola Media Farini di Bologna. Nel corso del tempo D’Emilio aveva ottenuto dall’Inail il riconoscimento di malattia professionale, e nel 2007 aveva avviato la procedura giudiziaria per ottenere il risarcimento dei danni

.La sentenza è stata pubblicata il 14 dicembre, firmata dal giudice Maria Luisa Pugliese e le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni.”Il mio sogno è quello di far sì che le sofferenze di mia madre, e della mia famiglia, non si ripetano per altri insegnanti e impiegati nella scuola”, commenta oggi Silvana Valensin, figlia della docente scomparsa, che aggiunge: “Quello del mesotelioma è un flagello e dobbiamo vincere la nostra battaglia contro l’amianto. Mi auguro che si giunga quanto prima alla bonifica di tutte le scuole e di tutti i siti contaminati”.

L’Ona a sottolinea che il caso della professoressa non è isolato. “L’amianto nelle scuole sta provocando una vera e propria epidemia tra docenti e non docenti”, dice Ezio Bonanni, presidente dell’associazione e avvocato che ha seguito la causa insieme al collega Massimiliano Fabiani. “A decine, infatti, e ben oltre i 91 casi censiti dal VI rapporto mesoteliomi, sono deceduti per questa neoplasia molto rara, che è la punta dell’iceberg per le malattie da amianto. Per questo, insistiamo affinché il Ministero della Salute, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, disponga al più presto la bonifica e messa in sicurezza di tutti gli istituti scolastici”, aggiunge Ezio Bonanni. 

 L’ agonia di Olga è durata 15 anni ed è terminata con la morte il 21 febbraio 2017. Dopo la sua morte, i figli, Andrea e Silvana, si sono rivolti all‘Osservatorio Nazionale Amianto, per ottenere la tutela dei loro diritti. L’associazione si è costituita con gli avvocati Ezio Bonanni e Massimiliano Fabiani che, con alterne vicende processuali, sono riusciti a dimostrare l’esposizione alla fibra killer ottenendo la condanna.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Una morte legata all'amianto, quella della docente Olga Mariasofia D'Emilio, il cui caso si è concluso con la condanna del Miur al risarcimento dei familiari della vittima. Come lei, sono davvero tante le vittime dell'amianto che meritano giustizia. Chiedo espressamente alle istituzioni di far qualcosa per fermare questa strage di insegnanti.

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