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Intervento per un tumore a Palermo: l’attesa è fino a marzo

Un paziente deve aspettare fino a marzo per togliere un tumore alla pelle. Accade all'Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo, dove ad un paziente è stato detto che deve attendere almeno settecento interventi

Cronaca
Pubblicato il 26 giugno 2014, alle ore 11:25

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Intervento per un tumore a Palermo: l’attesa è fino a marzo

Per effettuare un intervento per un tumore alla pelle un paziente deve aspettare almeno fino a marzo dell’anno prossimo: accade a Palermo all’Ospedale Buccheri La Ferla, dove un paziente ha ricevuto questa risposta. A denunciare l’accaduto è stata la moglie dell’ammalato, Francesca Cordone, che dà sfogo alle sue lamentele a Ditelo a Rgs. La donna ha riferito quanto segue: “Ci avevano detto che lo avrebbero operato entro sessanta giorni, ora invece ci dicono che non si sa quanto dovremo aspettare”. L’ospedale ribatte dicendo: “Il reparto di Chirurgia Plastica riesce ad effettuare una sessantina di interventi di vario tipo a settimana. Con il personale e il budget a disposizione non si puo’ andare oltre“.

Una situazione davvero disastrosa, che non permette ad un paziente di curarsi in tempi brevi, con il rischio che degeneri in fatti ancora più gravi poiché, se il caso è disperato, può anche non arrivare al tempo previsto per l’intervento. L’ospedale si difende dicendo di non avere grossi budget a disposizione e che nel reparto di chirurgia plastica non si possono eseguire più di 60 interventi a settimana. Ma come è possibile che con tanti chirurghi non si riesca a far fronte alle grandi necessità dei pazienti e a operare un maggior numero di persone?

Le richieste degli interventi dovrebbero innanzi tutto essere divise per gravità dei casi e ad avere la precedenza dovrebbero essere quelle persone che non possono aspettare tempi più lunghi del dovuto. Inoltre, i chirughi dovrebbero effettuare qualche intervento in più al giorno e adottare meno burocrazia, in modo da snellire le pratiche e operare con celerità i casi più veloci. Settecento pazienti da aspettare sono davvero tanti; ripiegare l’intervento a marzo è eccessivo, perché non si può aspettare tutto questo tempo per un banale tumore alla pelle. Purtroppo il servizio sanitario italiano fa acqua da tutte le parti e tra truffe e spartizioni di potere a rimetterci è sempre il comune cittadino. Non si riesce a capire come mai quando interventi di questo tipo sono a pagamento, si trovano presto i giorni liberi per effettuare le operazioni e anche in tempi molto brevi.

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