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Milano

Infermiere si suicida nei bagni di un ospedale: il disagio psicologico per via del Covid è in forte aumento

Un infermiere 37enne si è suicidato nei bagni di un ospedale milanese. L'uomo non ha retto allo stress accumulato da tempo, lavorando in un reparto Covid.

Cronaca
Pubblicato il 16 dicembre 2020, alle ore 12:01

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Infermiere si suicida nei bagni di un ospedale: il disagio psicologico per via del Covid è in forte aumento

Un infermiere 37enne, sposato, con un figlio di 3 anni, si è suicidato nella nota azienda sanitaria lombarda in cui lavorava, in una Unità intensiva coronarica, trasformata in area Covid. L’uomo si è tolto la vita nei bagni del reparto e a ritrovare il suo corpo è stata una collega, insospettiva dalla sua assenza, con un sacchetto, un accesso venoso al braccio e un flacone di soluzione fisiolologica vuoto.

L’infermiere suicidatosi soffriva di depressione e si era rivolto svariate volte al servizio psichiatrico territoriale per chiedere aiuto per lo stress accumulato da tempo. Sono i suoi stessi colleghi a confermare che le sue condizioni sono peggiorate con la seconda ondata di Covid, per via dell’impennata dei contagi. 

Purtroppo episodi suicidiari sono in aumento tra infermieri e operatori socio-sanitari. A marzo,ad esempio, un’infermiera 34enne nella terapia intensiva del San Gerardo di Roma si è tolta la vita dopo essere risultata positiva al virus, per colpa dello stress e della paura di aver contagiato qualcuno; il 28 aprile si è suicidato un infermiere del Reparto di Pneumologia dell’ospedale San Carlo di Milano e a giugno un OSS 34enne che lavorava in Terapia Intesiva è stato salvato dalla sorella, raccontando di non essere riuscito a superare il dolore dei troppi decessi cui ha assistito, con la diagnosi di disturbo da stress post-traumatico.

Il disagio psicologico del personale sanitario esposto al Covid è in aumento

Secondo le indagini condotte dall’Università Statale di Milano, durante l’emergenza Covid, su 650 sanitari, 4 su 10 hanno manifestato disagi psichici, causati da stress, carico emotivo, lunghi orari di lavoro, preoccupazioni di contagiarsi e trasmettere l’infezione ai propri cari, mancanza di un supporto adeguato nell’ambiente di lavoro e lo stigma sociale dovuto alla maggiore esposizione alla malattia. 

L’11 aprile l”Inail, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli psicologi, ha pubblicato un documento per la gestione dello stress e per la prevenzione del Bournout negli ospedali sanitari di emergenza Covid, per fornire supporto e sostegno psicologico agli operatori sanitari, attraverso la diffusione di un percorso metodologico e strumenti utili all’attivazione di servizi di intervento individuale sul territorio.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Una notizia che lascia senza parole e riempie gli occhi di dolore e lacrime. Un infermiere non ha retto lo stress del suo lavoro in un reparto Covid, suicidandosi. Mi rammarica sapere che il disagio psicologico cresca tra il personale sanitario esposto al virus. Spero che questo maledetto Covid, che annienta, in tutti i sensi, possa presto scomparire.

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