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Milano

Indignazione e solidarietà per i ragazzi di PizzaAut

PizzAut, la pizzeria-laboratorio di inclusione sociale che offre lavoro e dignità ad alcuni ragazzi autistici a Cassina De' Pecchi, è stata presa di mira da alcuni haters.

Cronaca
Pubblicato il 18 giugno 2021, alle ore 09:57

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Indignazione e solidarietà per i ragazzi di PizzaAut

L’epoca social spesso costringe a fare i conti con la violenza dei cosiddetti haters. A farne le spese questa volta sono i ragazzi di PizzaAut che hanno ricevuto accuse sconcertanti ma anche, in risposta, un moto generale di solidarietà.

Oggi PizzaAut, diventato un modello, è il primo ristorante in Europa gestito completamente da ragazzi con disturbi dello spettro autistico e rappresenta un progetto che vuole garantire un futuro di lavoro e dignità a questi ragazzi.

Dopo i rinvii dovuti al maledetto Coronavirus che ha bloccato l’apertura del ristorante, Nico Acampora -papà di un bimbo autistico ed ideatore del progetto- è riuscito ad aprire il primo maggio riscuotendo fin da subito un notevole successo. Purtroppo però ci sono stati anche dei commenti negativi che sono ben lontani dalla critica costruttiva. Commenti cattivi e aggressivi tra cui spicca quello di una signora che afferma che questo tipo di persone non dovrebbero mettere mani in cucina perchè rischia di contaminare.

All’ingresso del locale campeggia una frase “Vietato calpestare i sogni” e ci si chiede che gusto ci sia a voler, invece, calpestare con la cattiveria dei ragazzi che ,come dichiarato da una cliente del locale, se una contaminazione diffondono è quella del sorriso e della gentilezza.

Acampora, invece, vede come unico virus quello dell’ignoranza per cui non esiste vaccino. Dice: “Sono sconcertato da certe affermazioni, che sicuramente rinforzano ancora di più il nostro impegno per costruire un mondo migliore e con più occasioni di inclusione per i nostri figli”.

Ragazzi speciali per cui si è costruito tutto in maniera speciale dedicando, in primis, una particolare attenzione al rumore, fastidioso per le persone con autismo. E allora si è creata una mobilia silenziosa e insonorizzato anche il soffitto. Inoltre, si sono evitate le barriere fin dall’esterno e ci sono solo due ulivi secolari a dare il benvenuto, un simbolo di pace che speriamo vorranno cogliere questi odiatori da tastiera.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Un ristorante sociale attento all’inclusione è solo una lodevole iniziativa e non capisco proprio come si possa arrivare a pensare e poi addirittura ad esplicitare delle cose così cattive. "Siamo fatti di-versi perché siamo poesia" questa scritta su uno dei muri la trovo la migliore risposta. Forza ragazzi e genitori speciali!

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