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Indagini sulla pirateria: chiusi 28 siti registrati a Panama, negli Usa e in Russia

Chiusi 28 siti che si appoggiavano a server europei e d'oltreoceano per generare link da diffondere su almeno otto canali Telegram. A quegli indirizzi venivano messe a disposizione ogni giorno le edizioni digitali di decine di quotidiani italiani ed esteri.

Cronaca
Pubblicato il 14 maggio 2020, alle ore 21:05

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Indagini sulla pirateria: chiusi 28 siti registrati a Panama, negli Usa e in Russia

Sono stati chiusi 28 siti web e 8 canali Telegram che condividevano illecitamente quotidiani e riviste. L’indagine iniziata ad inizio 2020, grazie al Pool di reati informatici della Procura di Roma, sotto la guida del procuratore aggiunto Racanelli e del Pubblico Ministero Fede, ha permesso il monitoraggio della rete proprio nel periodo della quarantena.

Il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha definito un ottimo risultato quello che ha portato alla chiusura di siti web da cui si scaricavano illegalmente tramite domini web esterni, su altri server esteri in Olanda, Usa, Russia, Ucraina e Belize, copie di giornali per poi caricarli nel cloud, per darne accesso a milioni di utenti.

A quel punto, alcune delle pagine web venivano divulgate su canali di Telegram. Su quei siti web creati dagli hacker, si poteva accedere tranquillamente, visionando le testate giornalistiche nazionali ed internazionali, giornali francesi, inglesi, tedeschi. spagnoli ed italiani che venivano messi in rete sul canale Telegram attraverso server europei ed oltreoceano.

Dopo una inchiesta di qualche settimana a Bari, durante la quale i canali Telegram erano tenuti sotto sorveglianza, il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza di Roma, al comando del Colonnello Reccia, ha scoperto i collegamenti che permettevano lo scaricamento illegale delle copie digitali dei giornali stessi.

I siti web venivano registrati attraverso servizi su provider extraeuropei accreditati, per assegnare nomi a domini di secondo livello, utilizzando applicazioni anonime per celare le identità nascoste e permettere di dileguarsi nel web.

Ciò nonostante, l’attività investigativa, anche con la collaborazione di organismi istituzionali all’estero, cerca di smascherare gli hacker, che rischiano da uno a quattro anni di carcere e multe fino a quindicimila euro per aver diffuso abusivamente copie di opere tutelate dal diritto d’autore e da diritti connessi. Il risultato è che questi ladri di giornali hanno avuto vita breve, grazie alle indagini.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Troppo spesso gli hacker intasano il dark web, attraverso il loro operato anonimo, e diffondono film, serie tv, giornali, generando danni da milioni di euro. Per i fruitori del servizio è un'ottima trovata e avallano questa illegalità che però spesso viene scoperta.Non mi trovo d'accordo perchè per chi ci lavora, come cinema ed edicolanti è un grave danno e sono contenta dell'operato della Procura.

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