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Roma

Incendio di Pomezia, diossina: livelli 700 volte oltre i limiti

Gli elementi inquinanti nell'aria, dopo due giorni dal rogo di Pomezia, erano elevatissimi. Le risultanze delle analisi fatte dall'Arpa Lazio confermano così le preoccupazioni della popolazione.

Cronaca
Pubblicato il 13 maggio 2017, alle ore 10:20

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Incendio di Pomezia, diossina: livelli 700 volte oltre i limiti
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Non ci sono più dubbi: le analisi effettuate dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente della Regione Lazio hanno evidenziato, nell’aria vicina al luogo del rogo di Pomezia, livelli elevatissimi di diossina e di altri agenti inquinanti. Un timore che la popolazione aveva, e che ora ha trovato la sua conferma. 

Nelle vicinanze dei capannoni dell’azienda Eco X, dove è avvenuto il rogo il 5 maggio, sono stati riscontrati – nelle quarantotto ore successive al devastante incendio – livelli di diossina che hanno superato di settecento volte il limite consentito dalla legge, che determina la soglia oltre la quale c’è un consistente rischio per la salute dell’uomo. 

Oltre alla presenza di diossina nell’aria, si è accertata anche quella dei furani. Entrambi sono elementi estremamente inquinanti e tossici, sia per l’uomo che per gli animali. Un pericolo anche per il territorio, poiché rimangono a lungo nel terreno dove si sono depositati.

Le concentrazioni di questi elementi ha superato di settantasette volte i limiti massimi consentiti, così come per le particelle di benzopirene, un elemento cancerogeno che, secondo le analisi effettuate – ha superato di nove volte i livelli annuali.

Già alcune associazioni ambientaliste, come Lega Ambiente, parlano di disastro ambientale, invocando una bonifica urgente dell’intero territorio vicino all’area andata incendiata.

Da lunedì, riapriranno le strutture scolastiche di Pomezia, che erano state chiuse con un’ordinanza del primo cittadino, che aveva dato ordine anche ai cittadini di non aprire le finestre di casa, e di evitare di uscire, se non in caso di urgenza. Precauzioni che i cittadini hanno in grande parte eseguito.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Un disastro ambientale annunciato, perché i cittadini avevano più volte denunciato la metodica scorretta con cui venivano gestiti i rifiuti dall'azienda incriminata. Ma, ora, chi pagherà per il disastro ambientale che ne è derivato? E chi pagherà per i tanti morti di cancro, causati dall'esposizione ai veleni tossici dell'incendio, che ci saranno in quell'area tra qualche anno?

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