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Roma

In Siberia ritrovato leone delle caverne mummificato di 28000 anni

Il surriscaldamento globale ha avuto effetti nefasti in Siberia, dove il permafrost si sta scongelando, contribuendo in maniera ancora più grave ai cambiamenti climatici. un cucciolo di leone delle caverne, è stato recuperato in una remota zona artica.

Cronaca
Pubblicato il 12 agosto 2021, alle ore 19:29

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In Siberia ritrovato leone delle caverne mummificato di 28000 anni

In Siberia, sotto il permafrost è stato rinvenuto un piccolo cucciolo di leone mummificato che a vederlo sembra stia per svegliarsi, ed ha ben 28000 anni, in perfetto stato conservativo. Il cucciolo è stato chiamato SpartaBoris, l’altro leone mummificato, ritrovato, risale a molto prima, 43.448 anni fa per la precisione.

Love Dalen, professore di genetica dell’evoluzione a Stoccolma, ha stabilito che “si tratta di una femmina, dotata di notevoli capacità sensoriali”. Sparta appartiene all’epoca del Pleistocene in Eurasia, ed è stata trovata in una remota zona artica sulle rive del fiume russo Semyuelyakh.

Sulla rivista scientifica Quaternary è stato pubblicato lo studio secondo il quale ha perso la vita a due mesi, senza sapere la causa del decesso, anche se mostrano danni al cranio, forse a seguito di una brutta caduta nel permafrost. La Siberia all’epoca non era così inospitale ma abitata da mammuth e lupi della steppa, e leoni delle caverne.

Si vuole studiare il tratto genetico dell’animale per appurare come si sia trasformato nel predatore felino che conosciamo oggi, inoltre A volte, questi ritrovamenti sono stati compiuti da cercatori di zanne di mammuth, che hanno un grande valore tra i collezionisti, e come alternativa all’avorio degli elefanti. 

Il cucciolo è nello stato meglio conservato che si sia mai visto secondo gli scienziati. Scoperto nel 2018. Ha conservato i baffi, ha il pelo un pò arruffato, è un esemplare di Panthera spelaea, ed ha una pelliccia dorata ricoperta da uno strato fangoso. Il corpo è appiattito lateralmente, gli occhi chiusi, le zampette mostrano la maggiore pressione, le orecchie appiattite in direzione del muso. 

I cuccioli verranno studiati accuratamente per scoprire l’evoluzione della specie, è di certo una scoperta di una forte rilevanza scientifica, che permette di dimostrare come era la vita durante quel periodo e di quanto sia stata dura la sopravvivenza data la tenera età della dipartita dei cuccioli.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Sono molto felice per questo ritrovamento, amo gli animali e sapere anche la storia e da quale epoca provengano è sempre una scoperta eccezionale, spero ci siano più fondi per gli scienziati per studiare e catalogare di più, anche se questi sono stati rinvenuti in zona remota, proprio una scoperta eccezionale.

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