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Bologna

Imola, compra degli involtini al supermercato: quando va a mangiarli all’interno trova un dito umano

Protagonista della vicenda è una persona di San Lorenzo di Lugo, in provincia di Ravenna, che si è rivolta ai carabinieri. Il fatto sarebbe accaduto negli scorsi giorni, i militati dell'Arma hanno fatto delle verifiche nel market.

Cronaca
Pubblicato il 26 novembre 2020, alle ore 12:29

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Imola, compra degli involtini al supermercato: quando va a mangiarli all’interno trova un dito umano

Una storia a dir poco assurda arriva da Imola, in provincia di Bologna, dove una persona negli scorsi giorni si è recata in un supermercato della zona per fare la spesa. Tra le pietanze ha comprato anche degli involtini. Fin qui tutto è filato liscio, ma le sorprese, negative in questo caso, sono arrivate quando il cliente in questione è andato a cucinare. All’interno della pietanza vi ha trovato infatti dei resti che sarebbero riconducibili ad una falange umana. Immediatamente ha chiamato i carabinieri per poter segnalare l’accaduto.

I media locali e nazionali specificano che la persona acquirente degli involtini nel market imolese vive a San Lorenzo di Lugo, in provincia di Ravenna. Ai militari dell’Arma il cliente ha fatto vedere il contenuto dell’involtino, per cui immediatamente sono partire le indagini. Nel supermercato di Imola sono giunti quindi gli uomini in divisa, che hanno provveduto ad avvisare dell’accaduto il titolare, eseguendo ulteriori accertamenti sulle confezioni della stessa marca di involtini. Per dovere di cronaca, bisogna precisare che le relative indagini degli inquirenti nel supermercato non hanno rilevato nessuna anomalia nelle restanti confezioni di involtini.

Si è anche riusciti a risalire al luogo da cui arriva il prodotto. Grazie alle etichette apposte sulla confezione, i carabinieri hanno notato che la confezione di involtini arrivava dalla Spagna. Secondo quanto riferisce la testata giornalistica Leggo.it probabilmente proprio nel paese iberico la presunta falange di dito sarebbe finita nell’impasto del cibo, che poi sarebbe stato immesso nella catena di distribuzione. Per motivi di privacy il nome dell’azienda produttrice della merce non è stato reso noto.

Disposta l’analisi del Dna

Nel frattempo la Procura di Ravenna ha disposto l’analisi del Dna sul presunto pezzo di dito umano trovato negli involtini. Solo allora si potrà stabilire con certezza di che cosa si tratti. Certo, non deve essere stata comunque una bella sensazione per il cliente aver trovato un tale residuo all’interno del cibo. I relativi accertamenti diagnostici, quindi, faranno completa luce sull’accaduto. Gli inquirenti stanno raccogliendo tutti gli elementi utili alle indagini, anche per stabilire eventuali responsabilità.

Altri episodi simili in tutta Italia

Quanto avvenuto a Imola non è l’unico episodio del genere che si verifica in Italia in queste ultime settimane. La scorsa settimana, precisamente il 16 novembre, a Cologno Monzese, in provincia di Milano, i militari della Guardia di Finanza hanno proceduto al sequestro di 9 tonnellate di cibo conservato in pessime condizioni igieniche. Nella fattispecie le forze dell’ordine hanno accertato che la merce veniva conservata in locali dove erano presenti vermi e insetti. Tutti i prodotti, inoltre, venivano riconfezione con l’etichetta “Origine Perù”, ma provenivano da nazioni diverse, anche non europee.

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