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Roma

Imbrattata la targa di Aldo Moro: gesto grave

Ieri mattina è apparsa la scritta: "Morte alle guardie" con disegni di svastiche sulla targa che ricorda Aldo Moro. Cafiero De Raho: "Atto grave"; Bindi: "Atto molto grave e molto preoccupante"; Lidia Borzì: "Una condanna senza se e senza ma".

Cronaca
Pubblicato il 22 febbraio 2018, alle ore 10:22

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Imbrattata la targa di Aldo Moro: gesto grave

Morte alle guardie” è la scritta apparsa ieri mattina sulla lapide che ricorda Aldo Moro in via Stresa, nei pressi del luogo del rapimento in via Fani a Roma. Sulla base di cemento, ai lati della lapide il disegno di svastiche.

Un atto grave”, ha affermato Federico Cafiero De Raho, il capo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Il procuratore commentando l’accaduto ha detto che ultimamente si sta assistendo a fermenti insistenti si odio razziale e di estremismi che rimandano a regimi da tempo superati. Tutto ciò ha sottolineato Cafiero De Raho: “desta molta preoccupazione ed impone di mantenere alta l’attenzione per monitorare luoghi e condotte riconducibili a determinati ambienti politici”. L’attenzione dello Stato – ha affermato Cafiero De Raho – è alta sia nella prevenzione che nella repressione di ogni forma di attività anarco-insurrezionaliste che di terrorismo ‘nero’.

Parole simili, riferendosi all’atto “vandalico e vergognoso“, ha pronunciato anche Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia: “Un atto molto grave e molto preoccupante, di fronte al quale non si può che esprimere solidarietà a tutte le vittime del terrorismo e della violenza, che sono le prime colpite da queste scritte”.

La presidente della Commissione parlamentare antimafia ha fatto notare che si presumeva che l’Italia avesse superato l’uso della violenza, ed invece in ogni campagna elettorale torna, e allora bisogna ricordare che “la democrazia va presidiata, tutelata da qualunque tipo di attacco e va servita ogni giorno con il valore fondamentale della pace e del rispetto della vita delle persone”.

Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma ha espresso “una condanna senza se e senza ma” il gesto oltraggioso ha offeso le famiglie delle vittime e tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato. Se il clima della Capitale è ogni giorno più teso – ha commentato Borzì -,  significa che è arrivato il momento di ritrovare e rilanciare insieme “le ragioni del consenso e del confronto democratico” per costruire una comunità nuova che sappia accogliere e rispettare, che sia solidale e rifiuti il razzismo in ogni sua forma.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La mia è solo una voce timida, ma di condanna. E sono diversi i motivi. Primo tra tutti il rispetto della persona che deve andare oltre il confine del tempo "vita". Secondo, il rispetto dell'impegno di questa persona per la società, al di là del nostro punto di vista, questa persona ha dato tutto di sé credendo in un'Italia nuova. Terzo, il rispetto degli affetti di questa persona, di quanti l'hanno stimata e amata.

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