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Roma

Il TAR del Lazio restituisce la scorta al colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo

Il Capitano Ultimo catturò Totò Riina nel '93, e da allora è stato sotto scorta sino al 3 Settembre del 2018, quando gli è stata revocata la protezione. Il militare ha fatto ricorso, e la decisione verrà presa l'11 Giugno ma, in seguito ad una intimidazione mafiosa, gli è stata riassegnata.

Cronaca
Pubblicato il 21 dicembre 2018, alle ore 03:26

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Il TAR del Lazio restituisce la scorta al colonnello Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo

Il Capitano Ultimo, ossia il colonnello Sergio De Caprio, era sotto protezione della scorta dal 1993 quando catturò Totò Riina, ma il 3 Settembre scorso gli venne revocata la misura di protezione. È stato fatto ricorso in merito a questa revoca, ma la decisione verrà presa l’11 Giugno 2019. In questi giorni, esattamente il 19 dicembre, il TAR del Lazio ha deciso di restituire la scorta al Capitano Ultimo minacciato da anni perché è stato lui ad arrestare Il capo dei Capi di Cosa Nostra. 

Nei giorni scorsi era emersa l’urgente necessità della riattivazione del servizio di protezione per il militare, in seguito ad un fatto di cronaca che lo ha coinvolto. Infatti, nei giorni scorsi è stata incendiata un’auto proprio di fronte alla falconeria ed alla casa-famiglia gestita dall’Associazione Volontari Capitano Ultimo, che è gestita direttamente dall’ufficiale dei carabinieri.

L’auto incendiata era un’Audi, ed era stata parcheggiata la notte precedente in via della Mistica, periferia di Roma, proprio di fronte alla falconeria del Capitano De Caprio. La zona in cui si trova l’associazione è in periferia e, quindi lontano dalla città, in aperta campagna. Proprio grazie a questa posizione, le persone che hanno incendiato il veicolo non hanno avuto nessuna difficoltà nell’allontanarsi indisturbati dopo aver compiuto il reato. 

Quando è stato dato fuoco all’auto, risultata rubata, nella casa-famiglia erano presenti 9 bambini, tutti provenienti da un’estrema marginalità sociale, oltre al personale dell’associazione.

La magistratura ha interpretato l’incendio come un’intimidazione diretta al Capitano Ultimo che, dal 3 Settembre, era senza scorta poiché si riteneva vi fosse una concreta mancanza di pericolo. Si ritiene che questo fatto possa essere un avvertimento rivolto al capitano: è proprio su questa ipotesi che il prefetto di Roma, nella persona di Paola Basilone, insieme agli esperti dell’Ucis (Ufficio centrale interforze per la Sicurezza personale), eseguirà le opportune verifiche in merito. 

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - È assolutamente scandaloso che venga tolta la scorta al capitano. È ovvio che la mafia non abbia fatto delle minacce in attesa che la magistratura rimuovesse la scorta, per poi vendicarsi. Quello che ci si domanda è: se viene tolta la protezione ad una persona così esposta, figuriamoci se vengono tutelate le persone qualunque.

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