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Il regalo che ha commosso il Papa: le mani degli ergastolani

Don Marco Pozza ha consegnato al Papa un regalo realizzato dagli ergastolani: "Ecco le nostre mani, hanno fatto del male", nel riceverlo Francesco si è commosso. Oggi il video la gioia sarà proiettato durante la messa.

Cronaca
Pubblicato il 25 dicembre 2019, alle ore 13:16

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Il regalo che ha commosso il Papa: le mani degli ergastolani

Un regalo in legno scolpito, a Natale, per il Papa, farebbe subito pensare a una delle tante statuine colorate del presepe e invece non si tratta di un personaggio atto a percorrere idealmente le strade che portano alla grotta di Betlemme, ma di due mani senza colore, ma con tanta forza.

Da un blocco di legno regalato al Papa, emergono due mani che si fanno forza per uscire, per venir fuori: sembrano mani vere, vive. Poi la dedica: “Con queste mani abbiamo ucciso, queste mani doniamo a te Santo Padre“, promessa di andare a Betlemme con il cuore.

Il blocco di legno è stato scolpito dagli ergastolani del carcere di Padova, “Due Palazzi“. Le mani di Ignazio, Lillo, Vito, Ernesto e Salvo, i detenuti che hanno partecipato alla scultura, sono tutte rappresentate in quel blocco di legno, mostrano la forza, denunciano la violenza che queste mani non hanno saputo trattenere, forse anche denunciano il dover “vivere per sempre in carcere, tra sbarre d’acciaio e muri di cemento“, si legge nel Mattino online.

Nel carcere di Padova, tra le varie attività e progetti messi in atto, c’è anche quello della scultura, chiamato “ScolpiAmo”. Il direttore della casa di reclusione Due Palazzi, Claudio Mazzeo, sostiene questi laboratori perché crede che possano aiutare davvero i detenuti. 

Don Marco Pozza, cappellano del Carcere di Padova, ha spiegato il significato del nomeScolpiAmo” dicendo che nello stesso nome è compreso tutto: “Ci sono i verbi colpire e amare. La sillaba “s” che a me suggerisce sempre la sottrazione: sottrarre l’inutile per far brillare il necessario. Nella “o”, poi, sono scritti i cinque nomi delle persone detenute coinvolte nel progetto – e cita i nomi -, tutte in regime di massima sicurezza“.

Il Papa nel ricevere la scultura da don Marco Pozza, si è commosso. La gioia del Santo Padre è stata ripresa da un video mostrato a tutti i carcerati presenti alla messa di Natale.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che questa scultura non possa stare nel presepe fisico come le tradizionali statuine che non hanno solo mani, ma anche piedi per camminare. Ma se a far camminare è il cuore, allora anche queste mani fanno parte del presepe, e sono sicura che Papa Francesco le abbia già portate alla grotta questa notte. Buon Natale.

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