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Firenze

Il prete pedofilo colto in flagrante con una bimba afferma: "E’ stata una stupidata, pregando si risolverà tutto"

Don Paolo, arrestato per abusi su una bambina, parla di ciò che è accaduto con distacco, freddamente, sorridendo, pare non riconoscere la gravità dell'accusa: secondo lui il Signore risolverà la situazione.

Cronaca
Pubblicato il 30 luglio 2018, alle ore 16:27

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Il prete 70enne sorpreso assieme ad una bimba di 10 anni con le braghe calate sorride mentre parla con il cronista: nell’audio, realizzato dal Corriere Fiorentino, si colgono chiaramente i sentimenti del parroco di Calenzano, la leggerezza con cui racconta cosa è successo quella sera in cui è stato beccato da un uomo mentre, nella sua auto, molestava una bambina di 11 anni con gravi problemi familiari, assistita dagli assistenti sociali, è disarmante.

Il prelato si era insinuato nella vita della famiglia, della bimba e, dopo aver carpito la sua fiducia, ha deciso di completare il proprio osceno piano. Don Paolo è indagato per pedofilia e ha lasciato la parrocchia di San Ruffignano a Sommaia, attualmente si trova agli arresti domiciliari nella sua casa a Bagni di Lucca. Il vescovo Giuseppe Betori lo ha sospeso impedendogli di celebrare la Santa Messa.

Il prete candidamente osserva di aver commesso un errore e sostiene che deve affidarsi a Gesù e Maria perchè saranno loro ad aggiustare tutto. “È stata una mia stupidità ho avuto uno sgambetto del demonio, bisogna pregare. Pregando si risolvono i problemi”. Il ministro di Dio deve lasciare Calenzano dopo tanti anni: “Adesso è capitata questa cosa un po’ così, all’improvviso” ha sostenuto surrealmente.

L’accusa di pedofilia per lui è un “episodio poco buono“, continua a sostenere che credeva che la bambina avesse almeno 15 anni: era un amico di famiglia, conosceva perfettamente l’età della piccola, e viene da chiedersi se per lui avere rapporti intimi con una ragazzina, comunque, si può definire normale.

Il sacerdote ha ammesso che alcune volte è successo perchè vi era, semplicemente, una simpatia reciproca: “Ho commesso un errore, che vuoi farci… ci penserà nostro Signore, è lui che mette a posto ogni cosa” secondo lui vi è stato uno scambio di affetto, del resto la ragazza era molto più matura dell’età.

Paolo Glaentzer nell’audio parla come se si trovasse perduto in una realtà parallela, l’accusa di pedofilia non lo tocca, continua a ripetere che con altre “ragazze” non è mai accaduto e sostiene che la bambina si sarebbe tirata su la maglietta di sua spontanea volontà: in quel momento ha pensato che il poco affetto dei genitori la portasse a comportarsi in tal modo. Si dice logicamente pentito, come se la parola nella sua bocca avesse valenza.

Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Come spesso accade i preti pedofili minimizzano l'accaduto, non è colpa mia, è stato il demonio, non sapevo, ecc. ... probabilmente consci che in Italia non sempre le pene vengono eseguite con la dovuta fermezza i soggetti in questione hanno il coraggio di porsi al posto delle vittime. Lo scandalo eterno della chiesa cattolica da sempre sottovalutato.

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