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Il pentito Domenico Bidognetti svela gli affari dei casalesi

Il fratello del capoclan, Domenico Bidognetti, pentito dal 2007, racconta in un libro di Fabrizio Capecelatro tutti gli affari segreti dei Casalesi. Rivelando le cifre degli affari illeciti: "guadagnavamo 126 milioni a notte".

Cronaca
Pubblicato il 17 febbraio 2017, alle ore 19:41

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Il pentito Domenico Bidognetti svela gli affari dei casalesi
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Tra le rivelazioni più importanti del pentito di camorra, Domenico Bidognetti, sicuramente ci sono le rivelazioni fatte sugli affari che faceva il clan con i rifiuti.

A dire del pentito, il clan – grazie al solo traffico dei rifiuti messo in piedi con imprenditori del nord – incassavano fino a 126 milioni di lire al giorno per 5 giorni, più precisamente a notte: infatti, Bidognetti riferisce che tra i venti e i trenta camion a sera, dal lunedì al venerdì, interravano nelle cave abusive della Campania i rifiuti provenienti dal nord Italia. Inoltre, riferisce che tali rifiuti venivano pagati dalle 180 alle 220 lire al kilo.

Il personaggio. Chi racconta questi affari è il cugino del capoclan dei casalesi, Francesco Bidognetti, alias “cicciotto ‘e mezzanotte“. Domenico è stato prima uno dei killer più spietati del clan, poi è passato ad essere uno dei boss più importanti. Soprannominato “o bruttaccione“, all’età di 25 anni è stato elevato dal clan a uomo d’onore.

Giuramento che ha però tradito nel 2007, col pentimento, dopo aver passato in carcere diversi anni sotto il regime duro dell’art. 41 bis. L’anno successivo alla sua collaborazione, anche a causa delle sue parole durante la trasmissione “Anno Zero” di Santoro, dove aveva invitato gli affiliati a fare la stessa cosa che stava facendo lui, gli ammazzarono il padre tentando così di fermare la sua collaborazione.  

Le dichiarazioni di Domenico Bidognetti sono racchiuse nel libro scritto da Fabrizio Capecelatro, “il sangue non si lava“. Grazie all’autore, che è napoletano di origini ma nato e cresciuto a Milano, oggi tutti possono venire a conoscenza dei fatti accaduti realmente: diversamente, tutte queste notizie sarebbero restate chiuse nei palazzi di giustizia. 

Ultimi arresti: a conferma della pericolosità del gruppo criminale di Bidognetti, agli inizi di febbraio, ci sono stati 31 arresti, da parte della Direzione Investigativa Antimafia. Tra gli arrestati, troviamo le figlie e la nuora del capoclan Francesco, il quale – nonostante si trovi a regime di 41 bis nel carcere dell’Aquila – continua a gestire gli interessi economici del clan. 

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Cosa ne pensa l’autore
Rosa Caliento

Rosa Caliento - Purtroppo, il leggere queste cose ti dà la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che davanti ai soldi non si ha nessuna coscienza. Persone che, pur di arricchirsi, non hanno riflettuto sui danni che avrebbero causato alle popolazioni quelle loro azioni criminali. Comunque, resto del parere che, per sconfiggere queste organizzazioni criminali, occorra un codice penale a parte: come per la guerra c'è un codice di guerra, così per la lotta alla criminalità - un'altra sorta di guerra - ne occorrerebbe uno ad hoc.

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