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Il leader dei braccianti attacca l’elettorato di Salvini: "Non vediamo mafiosi. I mafiosi sono quelli che l’hanno eletto”

Aboubakar Soumahoro, dirigente sindacale Usb, nel suo discorso davanti ai braccianti in sciopero, ha espresso alcune considerazioni che hanno destato numerose perplessità.

Cronaca
Pubblicato il 9 agosto 2018, alle ore 12:47

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Il leader dei braccianti attacca l’elettorato di Salvini: "Non vediamo mafiosi. I mafiosi sono quelli che l’hanno eletto”

Dopo la tragedia, i morti, a Foggia le proteste dei braccianti extracomunitari, impiegati nell’attività di raccolta di pomodori, sono proseguite per tutta la giornata di ieri. “Il governo si è mosso solo dopo i morti” hanno osservato i sindacati dopo i due incidenti stradali avvenuti sabato 4 e lunedì 6 agosto nel quale hanno perso la vita sedici migranti sfruttati nella campagna del foggiano.

I braccianti hanno scioperato per tutta la giornata per ricordare i compagni morti. Giuseppe Conte ha affermato che dietro a tali incidenti vi era un lavoro sfruttato, senza dignità, e che occorre rafforzare gli strumenti di controllo, prevenzione, introdurre misure di sostegno al lavoro agricolo di qualità. Il ministro del lavoro, Luigi Di Maio, ha annunciato un concorso straordinario per ispettori del lavoro. Il ministro degli interni, Matteo Salvini, dopo il comitato per l’ordine e la sicurezza tenutosi in prefettura, ha incontrato una delegazione di migranti: “Ho detto ai ragazzi sfruttati che hanno voglia di reinserirsi e lavorare regolarmente sul nostro territorio, che il ministro dell’interno è al loro fianco. E sono contento che la comunione di intenti sia totale”.

Aboubakar Soumahoro, l’ivoriano dirigente sindacale Usb, ha tenuto un discorso dinanzi a numerosi braccianti, chiedendo a gran voce maggior trasparenza per ciò che concerne il lavoro nei campi e la regolarizzazione di chi viene impiegato nelle suddette attività. Il dirigente ha volto un duro attacco nei confronti del governo, scagliandosi contro i voucher ed il decreto dignità, per poi aggredire verbalmente anche l’elettorato del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il vicepremier aveva sollevato l’annosa questione delle infiltrazioni mafiose dietro il fenomeno del caporalato. “Siamo lavoratori, non vediamo mafiosi. I mafiosi sono in giacca e cravatta in Lombardia e forse sono quelli che l’hanno eletta senatore“, ha osservato Soumahoro.

Il caporalato, entrato nel codice penale solo nel 2011, è definito un “reato spia” di infiltrazioni criminali nel settore: si stima che il giro d’affari connesso alle agromafie sia compreso tra i 12 e i 17 miliardi di euro, il 5-10% di tutta l’economia mafiosa.

E’ noto che le mafie si occupano anche dei mercati dell’ortofrutta, infiltrandosi nella grande distribuzione. In un rapporto stilato non troppo tempo fa da Maurizio De Lucia, magistrato della Direzione nazionale antimafia, osservava: “Le inchieste analizzate in quest’ultimo anno, svolte in particolare dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno visto implicate imprese di tutto il sud Italia con ramificazioni anche nel nord del Paese e hanno disvelato l’esistenza di un sistema di gestione dei grandi mercati agricoli nazionali pesantemente influenzati dalle organizzazioni mafiose”,

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - I caporali italiani impongono le loro regole anche agli imprenditori. Lo sfruttamento segue delle regole ben designate: un italiano al vertice, un soggetto gestisce il trasporto, un individuo mette in piedi le squadre e impone la vendita di beni di prima necessità, un violento tiranno sottrae i documenti e impone condizioni di vita miserabili.

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Commenti
Ivan Luca Zappa
Ivan Luca Zappa

09 agosto 2018 - 14:47:23

Che si vergogni! E' ora di finirla con questi sindacalisti da strapazzo: ma dove sono stati fino ad ora. Solo adesso denunciano il problema del caporalato? Ah già, dimenticavo che la mafia è al nord, dove ci sono quei cattivoni di industriali e quei razzisti di leghisti. Peccato che forse Salvini è l'unico che si è preoccupato di denunciare e perseguire lo sfruttamento dei lavoratori agricoli. La politica a volte offusca la vista e la mente. Mi ha colpito il presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, che in un contraddittorio in una nota trasmissione televisiva su La7, pur di screditare la politica del governo è arrivato a dire che ' In Puglia, i pomodori, se non li raccolgono gli immigrati, non li raccoglie nessuno'. Delle due l'una: o riconosce e ammette che vi sia sfruttamento nella raccolta del pomodoro ( e di altri lavori agricoli ) e questo sia tollerato, oppure i giovani disoccupati pugliesi sono tali perché non han voglia di lavorare (non penso proprio)

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