Iscriviti
Milano

Il giudice Salvini: "Stop ai processi se l’imputato straniero non lo sa"

Il giudice Giudo Salvini, della Prima sezione penale del Tribunale di Milano, nell'ordinanza sul caso di un algerino, ha sentenziato che un processo con imputato irregolare possa essere congelato.

Cronaca
Pubblicato il 27 luglio 2017, alle ore 12:00

Mi piace
8
0
Il giudice Salvini: "Stop ai processi se l’imputato straniero non lo sa"

I paradossi della nostra giustizia sono ampliamente esplicati nell’ordinanza del giudice Guido Salvini della Prima sezione penale del Tribunale di Milano emessa sul caso di un giovane algerino, senza fissa dimora e accusato del possesso di banconote false: i processi con imputati irregolari rischiano di venire ibernati fino a quando la polizia giudiziaria non riuscirà a ritrovarli ed a informarli perchè se non sai di essere imputato non puoi essere processato.

Migliaia di cause per reati come ricettazione, furto, occupazione di immobili e resistenza a pubblico ufficiale, e in generale tutti i reati che non prevedono l’arresto obbligatorio, rimarranno reclusi in un limbo. Gli imputati senza fissa dimora rilasciano come domicilio stabilito quello del difensore indicato d’ufficio: le carte processuali giungono al suo studio, e l’imputato dovrebbe informarsi sul processo.

La Camera penale di Milano, l’associazione dei penalisti, è coesa con la sentenza del giudice Salvini. La presidente Monica Gambirasio ha detto: “In caso di incertezza della conoscenza del processo non rimane che sospenderlo. Così si risparmiano anche risorse economiche della giustizia, già limitate. Un’altra penalista ha sentenziato che occorre rendere conto alla società del fatto che un possibile colpevole viene graziato perché non si è stati in grado di rintracciarlo.

La tesi di Guido Salvini è che, sulla base di una elezione di domicilio “del tutto formale se non fittizia, si celebrerebbe un processo a un fantasma di fatto irreperibile”. Si dice certo che uno straniero senza fissa dimora non comprenda il fatto di essere sotto processo per essere stato fermato durante un controllo di polizia ove ha indicato, come proprio domicilio, quello del legale d’ufficio che, forse, non ha mai visto.

Il giudice Guido Salvini ha sospeso quindi uno dei processi a uno straniero difeso d’ufficio da Manuela Mongili, perchè assente o ignaro: una contraddizione con la scelta di non procedere quando il rapporto processuale di fatto non si sia costituito.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Comprendo che occorra ridurre lo spreco di denaro pubblico per questa tipologia di processi, ma è inconcepibile che vi sia una sorta di immunità per chi comunque delinque. Queste decisioni paiono un'agghiacciante apologia di reato: date talune condizioni, è possibile non essere processati e perpetuare tranquillamente il proprio crimine indisturbati.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!