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Palermo

Il fumo del barbecue lo infastidisce, lui uccide il vicino e scappa

Infastidito dal fumo del barbecue che arrivava sul suo balcone, Pietro Billitteri, 59enne incensurato di Palermo, è sceso con la sua pistola ed ha sparato due colpi. Poi si è dato alla fuga con la sua auto.

Cronaca
Pubblicato il 22 agosto 2018, alle ore 12:42

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Il fumo del barbecue lo infastidisce, lui uccide il vicino e scappa

E’ stato arrestato nella notte dai militari dell’Arma dei Carabinieri, Pietro Billetteri, 59enne incensurato, che la scorsa sera, a Sferracavallo a Palermo, ha ucciso il suo vicino di casa, Cosimo D’Aleo 42 anni, con due colpi d’arma da fuoco. I due stavano discutendo animatamente a causa della braciata che il D’Aleo stava facendo con la sua famiglia, in poco tempo la lite è degenerata fino alla morte dell’uomo.

Billitteri, dopo aver ucciso il vicino, è salito a bordo della sua Ford Fiesta ed è scappato. E’ stato ritrovato nel cuore della notte dai militari dei Carabinieri, nascosto in un vecchio magazzino nella borgata Marinella, a Palermo. Il 59enne incensurato è stato tratto in arresto con l’accusa di omicidio.

Dalle prime testimonianze raccolte sul posto, gli abitanti della zona raccontano di liti frequenti e per motivi futili. Infatti, bastava la voce alta della radio o della televisione per scatenare l’ira dei due vicni. Spesso anche un semplice rumore che proveniva da una delle abitazioni bastava per scatenare una lite furibonda.

In alcune occasioni, raccontano i testimoni, i due sono arrivati alle minacce reciproche di morte. Una situazione incresciosa che andava avanti da mesi e mesi, come raccontato dallo stesso omicida. Infatti, Bellitteri ha confessato l’omicidio con relativa fuga, ed ha raccontato delle continue liti, delle promesse di morte e delle angherie che subiva continuamente da D’Aleo.

Una situazione insopportabile per Bellitteri, e la braciata della scorsa sera è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da una prima ricostruzione tutti sarebbe accaduto intorno alle 20, quando D’Aleo insieme alla sua famiglia stava preparando il barbecue. Il fumo ha invaso il balcone dell’omicida ed è immediatamente scattata la lite tra i due. Come raccontato anche dai testimoni, la discussione è degenerata fin da subito e si è conclusa con l’uccisione di D’Aleo.

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Cosa ne pensa l’autore
Ciro D'agostino

Ciro D'agostino - Le liti condominiali sono quasi all'ordine del giorno. Oggi si litiga per il cane, per il rumore, per il volume dello stereo e tanti altri motivi davvero futili. Spesso capita che le liti condominiali finiscano in tragedia. Questo avviene perchè il nostro ordinamento giuridico è un po latente in materia. Basti pensare che una denuncia per disturbi o per rumori molesti deve essere accompagnata da tante altre denunce e da molti anni di processo prima di vedere condannare un vicino turbolento. Con questo non giustifichiamo il fatto, ma è anche vero che ci sono i modi per evitare epiloghi come questi.

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