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Il cucciolo di giraffa Marius ucciso allo Zoo di Copenaghen

Gli ambientalisti danesi e tutti coloro che volevano salvare dalla triste morte Marius, un cucciolo di giraffa di 18 mesi, hanno purtroppo appreso stamattina la triste notizia della sua morte. Noi la vogliamo ricordare come in questa foto

Cronaca
Pubblicato il 10 febbraio 2014, alle ore 12:49

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Il cucciolo di giraffa Marius ucciso allo Zoo di Copenaghen

Nonostante le enormi proteste degli ambientalisti e le molte petizioni, alle 9.20 di stamattina (10 febbraio) è stata uccisa con un colpo di pistola l’indifesa giraffa Marius. Da giorni oramai lo Zoo di Copenaghen aveva dichiarato che a causa di un sovrappopolamento della specie all’interno della struttura un cucciolo di giraffa doveva per forza esser ucciso prima che diventasse adulto e cercasse di accoppiarsi.

Si sono attivati subito tutti gli ambientalisti della Danimarca che, attraverso una petizione di firme internazionali, hanno cercato così di salvare la giraffa Marius dal suo triste destino cercando una soluzione alternativa alla soppressione di questo indifeso animale. Ma purtroppo, quasi all’arrivo delle 28.000 firme, il triste giorno per Marius è arrivato, e stamattina il colpo di pistola l’ha raggiunto e ucciso.

L’animale, di soli 18 mesi era in ottima salute, e purtroppo dopo la sua morte il cadavere è stato smembrato e gettato in pasto a tigri e altri carnivori poichè secondo il direttore dello zoo danese Bengt Holst sarebbe incivile buttare via centinaia di chili di carne. Un atto davvero scioccante per tutti coloro che, oltre a firmare la petizione, si sono adoperati in mille modi per cercare una soluzione e un luogo dove il cucciolo di giraffa potesse vivere. Purtroppo quello di Marius non è l’unico caso: in un altro parco a nord di Copenaghen ogni anno vengono abbattuti fino ad 800 cervi per poter contenere il numero di esemplari nella zona.

Questo ci dovrebbe far riflettere tutti sulla crudeltà e la violenza che viene adoperata per decidere sulla vita e la morte di poveri animali indifesi, che non chiedono molto, solo amore e compassione. Forse se lasciati vivere nel loro habitat naturale questi animali farebbero di sicuro una vita diversa e non sarebbe di certo l’uomo a decidere per la loro vita. La specie umana è sempre stata affascinata dagli animali pericolosi, rari e selvatici, decidendo egoisticamente di metterli in gabbia, per poterli ammirare spesso con la scusa di salvarli da ambienti ostili e pericolosi.

Animali che dovrebbero vivere in grandi spazi liberi si ritrovano in ristrette aree, in gabbie, a volte legati e spesso malnutriti. Dobbiamo tenere sempre a mente però che sono tutte creature coscienti, provano dolore, perdono parte del loro istinto (come quello di cacciare in quanto negli zoo gli viene dato in cibo senza che siano loro a cacciarlo) e molto spesso sono prelevati dal loro habitat finendo in zoo e addirittura circhi, dove chi si diverte è solo l’uomo.

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