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Milano

Il Comune di Milano annulla gli affitti dei negozi in Galleria e piazza Duomo

Palazzo Marino ha deciso di rinunciare agli affitti degli spazi di cui è proprietario nella galleria Vittorio Emanuele II ed in piazza Duomo a Milano.

Cronaca
Pubblicato il 30 aprile 2021, alle ore 08:55

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Il Comune di Milano annulla gli affitti dei negozi in Galleria e piazza Duomo

Il Comune di Milano ha deciso di annullare gli affitti dei negozi siti all’interno della celebre Galleria, relativamente ai giorni del periodo di chiusura dovuti al provvedimento di lockdown. Nelle ultime ore, infatti, è stata diramata la notizia che il Consiglio Comunale del capoluogo meneghino, riunito in video conferenza, ha approvato una mozione in tal senso proposta dalla maggioranza. 

Rinviati quindi al 30 ottobre 2021 le scadenze dei pagamenti nei confronti del Comune. in aggiunta è stata disposta la proroga di due anni degli affitti e delle concessioni degli spazi comunali. Ad essere oggetto del provvedimento approvato sono tutte le forme di prelievo fiscale fatte dall’ente, nonché le scadenze di tutte le forme di contributi, corrispettivi, canoni, quote associative e tanto altro. 

Insomma, la coraggiosa decisione del Comune di Milano è stata accolta con grande entusiasmo dai cittadini e dagli esercenti. Per loro finalmente un reale gesto di sostegno e vicinanza da parte dell’amministrazione locale. Tali provvedimenti si vanno ad aggiungere alle super rateizzazioni già previste. 

Dopo un anno dall’inizio della pandemia arrivano quindi aiuti concreti che, in una città come Milano dove gli affitti degli immobili sono tra i più alti d’Italia, fanno decisamente la differenza. L’annullamento degli affitti degli spazi comunali in galleria Vittorio Emanuele II e piazza Duomo non riguardano solo però il periodo di lockdown, ma anche i periodi in cui il territorio meneghino è stato in zona arancione e rossa

Ristorazione, bar, negozi di moda, gioiellerie e tanto altro potranno ora finalmente tirare un sospiro di sollievo. La crisi dovuta alla pandemia da Coronavirus ha fortemente danneggiato questi operatori. In tanti hanno visto dimezzare, se non quasi del tutto azzerare, i propri introiti lo scorso anno. 

Dopo la coraggiosa scelta del Comune di Milano, sono in tanti ora a chiedere un gesto concreto anche da parte del Governo. I ristori, purtroppo, non sono serviti a coprire le spese sostenute dagli esercenti e operatori dei vari settori, che hanno dovuto chiudere obbligatoriamente la saracinesca.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Una decisione quella di Palazzo Marino che non solo piace, ma che dovrebbe essere presa da esempio per gli altri enti territoriali sparsi in Italia. I ristori non riescono a coprire le spese sostenute dagli esercenti durante le forzate chiusure. Le amministrazioni territoriali più vicine ai cittadini devono fare la loro parte: Milano lo ha capito per prima.

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