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I reati commessi da Cesare Battisti e le nazioni che lo hanno accolto e protetto negando all’Italia l’estradizione.

Cerare Battisti, fuggito dalI'Italia, ha trovato l'accoglienza di molte Nazioni che si sono disinteressate del fatto che avesse a suo carico ben due ergastoli.

Cronaca
Pubblicato il 14 gennaio 2019, alle ore 06:55

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I reati commessi da Cesare Battisti e le nazioni che lo hanno accolto e protetto negando all’Italia l’estradizione.

Cesare Battisti è nato nel 1954 a Cisterna di Latina.

Per capire esattamente la fuga di Cesare Battisti e tutte le nazioni che hanno scelto di accorglierlo e dargli lo status di rifugato politico bisogna prima ricordare i reati di cui è stato reputato il colpevole dallo stato Italiano.

I reati nello Stato Italiano

Battisti nel 1981 è riuscito ad evadere dal carcere dopo aver ricevuto una condanna, in primo grado, a 12 anni per 4 omicidi compiuti alla fine degli anni 70. Dei 4 omicidi, per cui fu condannato a 12 anni, due furono compiuti da lui mentre gli altri due avvennero in concorso con altre prsone. Per l’esattezza nell’omicidio a Milano del gioiellere Pierluigi Torregiani, Battisti fu ritenuto il mandante ed ideatore ma non l’esecutore materiale. Nell’omicidio del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre, fornì le armi senza prendere parte all’omicidio. Battisti è considerato dalla legge italiana l’esecutore materiale dell’omicidio di Andrea Campagna, agente della Digos ucciso il 19 aprile 1978 e di quello di Andrea Santoro, maresciallo del carcere di via Spalato.

Cesare Battisti inizia a compiere reati all’età di 18 anni con una rapina a Frascati, dopo quell’arresto torna in carcere altre due volte per sequestro di persona e per l’aggressione ad un Sottoufficiale dell’Esercito.

Nel carcere di Udine conosce Arrigo Cavallina ed entra a far parte del gruppo eversivo deii Pac, Proletari Armati per il Comunismo. I Pac sono ritenuti responsabili di rapine a banche e supermercati, reati rinvendicati dai PAC. Nel 2009 invia una lettera al tribunale brasiliano dove si dichiarò estraneo a questi atti e dichiarò inoltre di non avere mai sparato a nessuno, pur riconoscendo di far parte della lotta armata e di non essersi mai pentito né dissociato da loro. Cesare Battisti fu condannato sulla base delle confessioni rese da Pietro Mutti membro attivo dei Pac e collaboratore di giustizia. Mutti è il principale accusatore di Battisti e di altri membri dei PAC, sulla sua testimonianza si basa tutto il processo, alcuni dichiarano che sulla veridicità delle testimonianze esistono dei dubbi.

Cesare Battisti è stato condannato all’ergastolo il regime di 41 bis per i reati da lui compiuti. Su di lui pendono due ergastoli per l’omicidio di Santoro e Campagna, una condanna a 13 anni e 5 mesi per concorso nel omicidio di Torreggiani, 12 anni per concorso nell’omicidio Sabbadin, insurrezione armata, possesso illegale di armi, banda armata, associazione sovversiva, rapina, furto ed evasione.

Reati caduti in prescrizione

Alcuni dei reati da lui commessi sono caduti in prescrizione nel 1987 tra cui la detenzione d’armi, l’aggressione e le accuse di ferimento. Nel 1991 cadono in prescrizione altri reati, ossia la cospirazione e l’associazione sovversiva. Alcune delle pene appartenenti alla fattispecie terroristica inflitte nel 1993, a Battisti e ai membri dei PAC sono cadute in prescrizione nel 2012 e nel 2013 ne sono un esempio la partecipazione a banda armata e la rapina.

Le condanne per l’omicidio di Torrigiani e Sabbadini cadranno in prescrizione rispettivamente nel 2023 e nel 2021 mentre i reati per cui è stato condannato all’ergastolo ossia l’omicidio di Santoro e di Campagna non sono soggetti a prescrizione.

Le nazioni che lo hanno protetto

Cesare Battisti dopo l’evasione del 1981 fugge a Parigi e si dedica alla scrittura, crea una rivista culturale chiamata “Le Libre”. Nel 1982 scappa in MessicoPuerto Escondido e vi rimane fino al 1990, dove si dedica alla letteratura su consiglio di Paco Ignacio Taibo II noto scrittore e giornalista spagnolo.

Nel 1990 torna in Francia, nello specifico a Parigi. Scrive dei romanzi che vengono pubblicati dalla più importante casa editrice francese, la Gallimard. Durante questo periodo svolge anche altri lavori per esempio tenta di aprire una lavanderia e fa il portinaio in un palazzo. Cesare Battisti continua a vivere da persona libera in Francia fino al 2004 anno in cui, il Presidente della Repubblica Jacques Chirac decide di negargli il passaporto francese (che già aveva) e di estradarlo in Italia. Poco prima di essere estradato dai francesi l’uomo fugge Brasile.

Cesare Battisti si rifugia in Brasile dal 2004, nel 2007 viene arrestato ma nel 2009 gli viene concesso lo status di rifugiato politico. Questa concessione gli permette di vivere a Cananèia nel sud del Brasile fino alla sua fuga nel dicembre 2018.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Com'è possibile che la Francia (per ben due volte), il Messico ed il Brasile abbiano deciso di reputarsi migliori della nostra legge e di negare l'estradizione ad un uomo che ha commesso tali e tanti reati ed in più gli hanno permesso di vivere da uomo libero e benestante. Se lo avessimo fatto noi a loro?

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