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I francobolli che non hanno più il valore facciale

Vediamo come capire quanto costano e a che servono i francobolli che vengono emessi senza il loro costo e identificati semplicemente con una lettera.

Cronaca
Pubblicato il 17 ottobre 2018, alle ore 08:34

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I francobolli che non hanno più il valore facciale

Dal mese di giugno i francobolli, emessi dal Ministero dello Sviluppo Economico e che sono invendita agli uffici postali ed dai tabaccai che ancora servono, nonostante il loro uso sia in diminuizione,  a pagare una spedizione della nostra lettera vengono emessi senza indicazione di quanto costano.

Il loro “valore facciale” è stato sostituito da una lettera A e B nel nostro caso. Praticamente il costo che fino a giugno era 95 centesimi di euro per la spedizione base, fino a 20 grammi, è stato sostituito da una lettera la “B” che identifica il servizio. Dal 2 luglio questo servizio è aumentato ad 1,10 euro e, qui sta la particolarità della lettera, in automatico il francobollo ci ha portato alla tariffa per la quale abbiamo pagato e cosi sarà nel caso di futuri aumenti.

I francobolli che acquisiremo in questi periodi serviranno comunque alla spedizione indicata nel corso del tempo. Cosa che non succeddeva con i francobolli che portano il valore facciale, che rimangono comunque utili (al momento salvo particolari esemplari tutti quelli emessi dal 1967 in poi e quindi pure quelli in lire sono validi) purchè se ne integri il valore alla tariffa odierna del servizio richiesto. Per i valori in lire ancora buoni naturalmente si deve fare la conversione in euro.

Detto della “B” fino a 20 grammi ci sono poi le “Bzona1” che identificano la zona europea (al momento costo di 1,15 euro) e per il resto del mondo Bzona2 e Bzona3 (2,40 e 3,10 euro), quindi lo scaglione da 20 a 50 grammi (che per la “B” è di 2,60 euro)

A questa si aggiunge la Posta “A” che di base è il valore di 2,80 euro (con la tariffa Azona1 è 3,50 euro). Per spedire la posta “veloce”, che dovrebbe arrivare in due tre giorni, serve però un codice che si può ottenere presentanto la busta allo sportello (un pò come la raccomandata anche se non ha valore legale).

Questi francobolli sono utili anche come combinazioni pur se non semplici a farsi, per esempio con due B (1,10 euro cadauno) ed una integrazione di 60 centesimi possiamo raggiungere la A (2,80 euro).

Il primo francobollo emesso nel “nuovo sistema” ricorda Salvatore Quasimodo nel suo cinquantesimo anniversario della scomparsa ed è stato emesso il 14 giugno, anche se in precedenza sono uscite due serie ordinarie dedicate alle “piazze d’ Italia” (per la serie “B”) ed a Leonardo da Vinci (per la serie “A”).

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Triolo

Antonio Triolo - In molti anche qui su fidelity che leggendo gli articoli che scrivo mi hanno chiesto a cosa si riferiscono le lettere A e B dei francobolli con questo articolo spero di aiutare loro e voi lettori nel comprendere un sistema di valore che in molti paesi è una realtà di successo da tempo.

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