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Milano

I dati della ricerca demoscopica di AstraRicerche: ”Schiaffeggiare la moglie non è violenza”

AstraRicerche ha realizzato una ricerca demoscopica che ha dato risultati agghiaccianti, il 40% degli italiani giustifica botte e abusi sessuali, ed anche le donne sottovalutano questi fatti.

Cronaca
Pubblicato il 24 novembre 2021, alle ore 12:26

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I dati della ricerca demoscopica di AstraRicerche: ”Schiaffeggiare la moglie non è violenza”

Alla vigilia del 25 Novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne emergono dei dati agghiaccianti da una ricerca demoscopica realizzata da AstraRicerche con Rete antiviolenza del Comune di Milano e Gilead Sciences Italia. Non sono solo gli uomini a giustificare questi comportamenti ma anche le vittime stesse.

I dati: L’89% delle donne subisce violenza da parte di un familiare, il 74% di coloro sono mariti, conviventi, fidanzati o ex e il 68% sono di nazionalità italiana. Questi dati sono imbarazzanti ma lo sconcerto arriva ancor di più quando leggiamo che, se diamo uno schiaffo alla partner se ha flirtrato con un altro per il 40% degli uomini non è violenza. Il 20% delle donne giudica appunto, normale, ricevere uno schiaffo dal partenr se hanno flirtrato con un altro uomo. Quattro uomini su dieci non considerano violenza forzare una donna in un rapporto sessuale. Il 30% degli uomini ed il 20% delle donne afferma che non sia violenza abusare di una donna perchè i suoi modi di fare o il suo abbigliamento può comunicare disponibilità a quell’atto.

Ci sono anche altre ricerche sempre con numeri significativi sugli abusi e le discrimnazioni sui luoghi di lavoro. Insomma siamo di fronte ad un vero e proprio turbinio di violenza verso le donne, a casa, in famiglia, a lavoro.

Purtroppo il piano triennale anti-violenza istituzionale è scaduto nel 2020 e non è stato ancora rinnovato e i fondi ai centri sono bloccati, quindi i mezzi per bloccare tutto questo non ci sono. I femminicidi da inizio anno sono 103, in aumento rispetto al 2020 ma per fortuna le donne che denunciano sono sempre di più anche se sono ancora poche quelle che intraprendono un percorso giudiziario.

Questi dati purtroppo dipingono un paese ancora legato a certi retaggi, patriarcale e che giustifica abusi e violenze. Manca ancora l’informazione e la sensibilizzazione. Ancora persiste un’ idea di donna inferiore rispetto all’uomo, che deve essere punita dall’uomo se gli manca di rispetto, che non ha il diritto di decidere per il proprio corpo. Il dato preoccupante è che non è solo l’uomo ad avere questa idea ma che la donna stessa, la vittima stessa, pensi che sia giusto essere punita o essere abusata.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Codino

Marta Codino - Sono sconcertata di fronte a questi dati. Da donna non posso che dire che dobbiamo uscire da questa mentalità gretta e patriarcale. Siamo donne e valiamo quanto un uomo. Non dobbiamo essere punite fisicamente o psicologicamente da nessuno. Nessuno ha il diritto di farci nulla neanche se abbiamo una minigonna o una scollatura. Abbiamo bisogno di informazione e di sensibilizzazione perchè sentire che ogni giorno una donna viene uccisa è agghiacciante. ''Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!'' (William Shakespeare) Già Shakespeare nel '600 aveva ben compreso la situazione di noi donne. Credo fermamente che usa la violenza chi è ignorante e incapace di rapportarsi all'altro in modo civile.

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