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"Ho sequestrato mio figlio per non morire di botte": la storia shock di una madre salentina

La donna veniva ripetutamente sottoposta a sevizie e abusi dall'ex marito, adesso è stata presa in carico dal centro Renata Fonte ed è rinata. Nei prossimi giorni sarà anche processata per sequestro di persona dopo tutte le angherie subite.

Cronaca
Pubblicato il 4 maggio 2021, alle ore 17:35

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"Ho sequestrato mio figlio per non morire di botte": la storia shock di una madre salentina

Quella che arriva dal Salento è una storia drammatica, e vede protagonista e vittima allo stesso tempo una madre e il suo bambino. La vicenda è stata riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno sulle sue pagine online. Una storia fatta di abusi e violenze, anche di tipo sessuale. Il dramma per questa donna, che ora ha 44 anni, è cominciato quando conobbe l’ormai suo ex marito, quella persona di cui si era innamorata e con la quale aveva deciso di sposarsi dopo soli tre mesi. 

“Sono una figlia non voluta, mia madre mi tenne solo per far contento nonno. Da quando sono nata ho passato anni a casa dei nonni poi, quando mia madre ha scoperto che chiamavo mamma la nonna, mi ha portato con sé ma abbiamo sempre avuto un rapporto difficile” – così comincia il racconto della donna, che sin dall’infanzia non ha di certo passato una bella esistenza. Quando conobbe il suo ex marito sembrava che tutto filasse liscio. Appunto sembrava, perché da lì in poi la sua vita cambiò in un pochissimo tempo.

L’uomo l’ha costretta ad abortire

Dopo il matrimonio non passò molto tempo che quell’uomo, da principe azzurro, ciò che sembrava essere, si trasformò in una persona completamente diversa. Non appena la donna rimase incinta le chiese di abortire se fosse nata una femmina, e di fare lo stesso se il bimbo non fosse nato sano. 

Fu un colpo al cuore per la donna. Già da quando era incita l’uomo l’avrebbe picchiata e sottoposta ad una serie di soprusi, anche di natura sessuale, come già detto in apertura. “Mi portava altri uomini e donne in casa, anche quando ero incinta. Bendava tutti, me compresa. Lui faceva sesso in un’altra stanza e io dovevo stare con quegli sconosciuti o avrebbe ucciso me e il bambino” – questo è il raccapricciante racconto che la donna ha reso ai colleghi della Gazzetta del Mezzogiorno. Le violenze si susseguono fino a quando l’ex marito riesce a chiedere dei soldi ai suoi genitori, fino ad una cifra di 50.000 euro, che però spariscono in breve tempo. Poi di nuove botte, tante botte.

Una violenza cieca, che costringe la donna a chiedere l’aiuto dei suoi genitori. Il padre la mandò da un avvocato, che le consigliò di non sporgere denuncia, in quanto avrebbe potuto perdere la podestà del bambino. A quel punto, presa dal panico, fuggì da casa prendendo suo figlio, allontanandosi per sette mesi. “Il giudice della separazione decise che dovessimo avere affidamento condiviso, intanto mio figlio aveva problemi, faceva disegni col nero e non mangiava. Al neuropsichiatra raccontò che quando era dal padre papà ballava nudo sul letto con un amico e lui veniva picchiato”. Neanche questo però è bastato perchè chi di dovere capisse la grave situazione. 

Adesso venerdì prossimo per la donna potrebbe cambiare nuovamente tutto, in quanto verrà processata per sequestro e sottrazzione di minore. Il figlio oggi ha 14 anni. Lei si dice pronta a scontare quella pena di due anni e mezzo chiesti dall’autorità giudizaria, pur di essere libera. “Non ti dirò mai dove mi sono nascosta quei sette mesi” – questo è il messaggio che la donna manda all’ex marito. In questo delicato la donna è stata presa in carico dal centro Renata Fonte ed è comunque rinata: dipinge, studia psicologia, è diventata una operatrice socio sanitaria e ha trovato l’amore.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Questa drammatica storia che arriva dalla provincia di Lecce ci fa capire che non sempre le persone che conosciamo poi nel corso della vita si conoscono a fondo. Questa donna ha dovuto subire soprusi di ogni tipo, ma a quanto pare subirà anche un processo per essersi difesa, per non morire ammazzata da quell'uomo che diceva di amarla. Una vicenda delicata, piena di orrore, ma anche di voglia di riscatto e libertà. La donna aspetterà la sentenza e la decisione dei giudici.

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