Iscriviti
Roma

Green pass: il mainstream italiano "non si fida del vaccino" e chiede il tampone per accedere nei suoi studi

Il direttore de Il Tempo dichiara in un suo articolo che i giornalisti del mainstream non si fidano del green pass e dei vaccini; infatti per poter entrare nei loro studi televisivi viene imposta l'esecuzione del tampone

Cronaca
Pubblicato il 21 ottobre 2021, alle ore 18:50

Mi piace
1
0
Green pass: il mainstream italiano "non si fida del vaccino" e chiede il tampone per accedere nei suoi studi

Rai, Mediaset e La7 non si fidano del vaccino e del green pass”, recita un articolo di Franco Bechis, direttore del quotidiano “Il Tempo”. La sua affermazione suona un pò come un’accusa contro le reti televisive italiane i cui giornalisti caldeggiano ossessivamente la campagna vaccinale contro il covid-19 ma poi impongono l’esecuzione di un tampone per poter accedere nei loro studi.

Come dichiarato nell’articolo, Bechis è un soggetto fragile con due dosi di vaccino già inoculate, ma il possesso del green pass, “che sta tanto a cuore” ai suoi colleghi, non è stato evidentemente sufficiente a garantire l’incolumità del personale presente in studio. Per poter partecipare alla trasmissione a cui lui era stato invitato ha dovuto esibire un tampone negativo, in nome di quella sicurezza sanitaria che la certificazione verde vorrebbe garantire.

Il direttore trae le sue conclusioni: Lilli Gruber, Giuseppe Brindisi e altri conduttori continuano a ripetere come un mantra che il green pass, dal 15 ottobre obbligatorio anche per poter lavorare, è l’unica possibilità per evitare nuove epidemie e nuovi lockdown ma il dato che emerge dai loro protocolli è che non ripongono in esso la cieca fiducia che vogliono instillare negli ascoltatori. “Quindi è vero che il green pass vaccinale non è sicuro. Però se i primi a non fidarsi del green pass da vaccino sono gli stessi che ne predicano la necessità ogni minuto, c’è davvero qualcosa che non quadra nella nostra informazione”, conclude il giornalista.

Del resto non è un più un segreto che anche le persone vaccinate sono a rischio di contagio e, se infettate, sono possibili trasmettitori del virus SARS-CoV-2 al pari dei non vaccinati. Sono stati gli stessi funzionari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, durante una conferenza stampa tenutasi il 28 dicembre 2020, ad avvertire sulla mancanza di prove scientifiche sull’efficacia dei vaccini Covid-19 nel prevenire l’infezione e la trasmissione asintomatica. Per questo avevano invitato le persone vaccinate a continuare ad indossare mascherina e rispettare il distanziamento sociale.

Non credo che abbiamo le evidenze scientifiche che ci diano la sicurezza che i vaccini impediranno alle persone di contrarre l’infezione e quindi di poterla trasmettere”, dichiarò il capo scienziato e pediatra dell’OMS Soumya Swaminathan, MD, durante la conferenza stampa visionabile sul sito dell’Oms (www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/media-resources/press-briefings).

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - Date le informazioni sull'incapacità dei vaccini di prevenire la trasmissione, perché c'è una crescente percezione pubblica che le persone non vaccinate rappresentino una minaccia? Perché le persone non vaccinate sono un capro espiatorio e vengono minacciate con ogni tipo di restrizioni e sanzioni da parte del governo? "Basta prediche, allora. E magari basta anche puntare il dito accusatorio su chi ha dubbi a vaccinarsi o chiede comunque più tamponi e gratis. Perché non rivendica proprio nulla di strano: solo di comportarsi dappertutto come i signori Tv pretendono che ci si comporti a casa loro..." afferma Bechis

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!