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Green Pass Covid intestati a Adolf Hitler: vengono dati validi lo stesso dal sistema di verifica

La notizia è riportata da Fanpage, i colleghi della testata hanno verificato di persona quanto sta accadendo, visto che in queste ore stanno circolando dei Green Pass falsi intestati al dittatore tedesco. Forse c'è una falla nel sistema, Sogei li annullerà.

Cronaca
Pubblicato il 27 ottobre 2021, alle ore 12:49

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Green Pass Covid intestati a Adolf Hitler: vengono dati validi lo stesso dal sistema di verifica

La notizia riportata da Fanpage in queste ore ha davvero del clamoroso. Infatti, secondo quanto si apprende dal noto giornale online, in queste ore stanno circolando in Italia dei Green Pass falsi intestati a Adolf Hitler. Si proprio lui, il dittatore tedesco spirato ormai molti anni addietro. Il problema, e grosso tra l’altro, è che quando si va per entrare in un locale e si mostra il Green Pass si passa tranquillamente, in quanto dopo il bip di verifica esce la scritta “certificazione valida in tutta Europa”.

Il Green Pass contiene infatti, come si sa, un QR Code che viene scansionato all’ingresso delle attività ove è richiesto con l’app Verifica C19. Ed è proprio questo codice a contenere i dati della persona immunizzata o negativa al tampone. Nel caso la persona che entra nell’attività abbia ricevuto il siero viene indicato anche il tipo di vaccino effettuato e anche il numero di dosi. Ma nessuno controllerebbe questi dati, anche perchè, si pensi ad un ristorante, sono molte le persone che devono essere controllate.

Cosa è successo?

Al momento la notizia dell’esistenza di questi Green Pass falsi, ma che clamorosamente vengono dati validi lo stesso dal sistema di verifica, sta correndo su tanti gruppi no-vax, specialmente all’interno delle chat Telegram e in altri social. Fanpage ha pubblicato anche le foto di alcuni screen di tali passaporti vaccinali.

Su uno dei passaporti, ad esempio, la data di nascita di Adolf Hitler è l’1 gennaio del 1900 (sbagliata tra l’altro perchè il dittatore è nato il 20 aprile 1889) e tale Hitler a cui è intestato il passaporto vivrebbe in Francia. Ma non esiste nessun Adolf Hitler nato in Francia e che ha 121 anni. Ma che cosa è potuto succedere?

Reversebrain pensa che ci potrebbe essere stata una fuga di informazioni sulle chiavi private utilizzate per firmare il certificato digitale del Green Pass europeo. Fosse così, nota la stessa Fanpage, l’intero sistema sarebbe a rischio, con conseguenze facilmente immaginabili. I cronisti di Fanpage hanno testato nella serata di ieri i passaporti vaccinali falsi in alcuni ristoranti della Campania, accedendo senza nessun problema ai locali. Dobbiamo ricordare, infatti, che gli addetti al controllo all’interno delle attività hanno l’obbligo di controllare soltanto il possesso del Green Pass, ma non il documento di identità, attività quest’ultima deputata alle sole forze dell’ordine che eseguono comunque quotidianamente dei controlli a campione su tutto il territorio nazionale. La Sogei ha fatto sapere che, in Italia, annullerà tutti i Green Pass generati con quelle chiavi.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Beh ha assolutamente del clamoroso quello che sta accadendo in queste ore. Facendo così si potrebbero falsificare molti Green Pass e forse è arrivato il momento che anche l'esercente sia obbligato a controllare il documento di identità delle persone che si siedono all'interno dei locali, anche se ciò comporta problemi di privacy. In questo modo si mette a rischio la salute di tutti.

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