Grazia presidenziale per Nicole Minetti: doveva scontare 3 anni e 11 mesi di carcere

Nicole Minetti ha ottenuto la grazia dal Presidente della Repubblica, chiudendo definitivamente l’esecuzione della sua condanna a 3 anni e 11 mesi di reclusione.

Grazia presidenziale per Nicole Minetti: doveva scontare 3 anni e 11 mesi di carcere

La vicenda giudiziaria di Nicole Minetti si arricchisce di un nuovo e definitivo capitolo: l’ex consigliera regionale della Lombardia ha ottenuto la grazia da parte del Presidente della Repubblica, un provvedimento di clemenza che pone fine all’esecuzione della sua pena. L’anticipazione è arrivata dalla trasmissione Mi Manda RaiTre, attraverso il conduttore Federico Ruffo, che ha reso noto come il provvedimento sia stato concesso nelle scorse settimane. Secondo quanto riferito, la decisione sarebbe stata presa per motivi umanitari, con il parere favorevole del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del Procuratore capo della Corte d’Appello competente.

Successivamente, fonti del Quirinale hanno confermato e precisato i contorni della decisione. La concessione della grazia si fonda anche su una situazione familiare particolarmente delicata: un minore stretto parente della Minetti, affetto da gravi condizioni di salute, necessita di cure specialistiche presso strutture altamente qualificate. Per ragioni legate alla tutela dei dati sensibili dei minori, non sono stati resi noti ulteriori dettagli.

Il provvedimento di grazia rappresenta un atto di clemenza individuale previsto dall’ordinamento italiano, che può estinguere, in tutto o in parte, la pena inflitta. Nel caso di Nicole Minetti, l’atto presidenziale chiude definitivamente il capitolo dell’esecuzione penale relativo a una condanna complessiva di 3 anni e 11 mesi di reclusione.

La condanna complessiva deriva da due distinti filoni giudiziari che negli anni hanno coinvolto Nicole Minetti. Il primo è legato al cosiddetto processo “Ruby-bis”, uno dei procedimenti collegati alle vicende delle serate nella residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore. In questo ambito, nel 2019 Minetti è stata condannata in via definitiva a 2 anni e 10 mesi di reclusione per favoreggiamento della prostituzione. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, avrebbe avuto un ruolo nell’organizzazione delle cosiddette “cene eleganti”, facilitando la partecipazione di diverse giovani donne e occupandosi anche della gestione degli alloggi.

Il secondo procedimento riguarda invece il caso “Rimborsopoli”, relativo all’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari della Regione Lombardia. Nel 2021, Minetti ha patteggiato una pena di 1 anno e 1 mese per peculato, in relazione a spese personali effettuate con risorse pubbliche.

La concessione della grazia riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema dell’uso degli strumenti di clemenza e dei criteri che ne guidano l’applicazione. In questo caso, la motivazione umanitaria legata a condizioni familiari particolarmente gravi ha avuto un peso determinante nella decisione.

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