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Napoli

Gomorra choc: "5mila euro al boss per usare Villa Savastano”.

Durante il processo, l'imputato G.A. avrebbe chiamato in causa la società produttrice della serie tv Gomorra, dichiarando che tale società avrebbe pagato il pizzo per girare in una location.

Cronaca
Pubblicato il 7 febbraio 2018, alle ore 11:45

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Gomorra choc: "5mila euro al boss per usare Villa Savastano”.

La produzione della serie tv Gomorra è stata accusata durante il processo tenutosi il 6 Febbraio 2018 a Torre Annunziata. L’accusa arriva dall’imputato del processo che avrebbe dichiarato che Cattleya, per girare le ultime scene della prima stagione in Villa Savastano, casa del boss Franco Gallo, avrebbe pagato 5mila euro di tangente.

I vertici della produzione della famosa serie Gomorra, sono stati tirati in ballo dal Boss G.A., che all’epoca dei presunti fatti era “location manager“, impegnato quindi a lavorare con Cattleya. L’imputato ha dichiarato: “Non so chi mise i soldi in quella busta. Però Raffaele Gallo aveva minacciato di non farci entrare più in casa a girare, io avevo paura perché gli avevo dato la “mano di parola” e in certi ambienti è pericoloso non rispettare gli accordi. Ricordo anche che mancavano mille euro, così li prelevai dal mio conto e glieli consegnai. Poi Cattleya me li ha rimborsati“.

Dichiarazione forti quelle di G.A. avvenute durante il processo nel tribunale di Torre Annunziata; dove vengono tirati in ballo, il capoclan “Francuccio ‘o Pisiello” e i vertici della serie tv, ossia Cattleya. Secondo quanto riportato dall’imputato quindi, la produzione di Gomorra, si sarebbe dovuta “sottomettere” al pagamento del pizzo, per girare scene nella villa sequestrata ai Gallo, detti “i pisielli” di Torre.

Il Mattino, riporta che l’imputato ha raccontato che tale busta con 5mila euro, fu consegnata nella mani di Francuccio ‘o Pisiello: “Uno della produzione mi portò una busta chiusa con all’interno 5mila euro che io portai a ‘zio Filuccio’”. Cinquemila euro, per registrare e accedere indisturbati nella ville e regno del boss.

Non tarda ad arrivare la risposta di Cattleya, nella persona del manager Riccardo Tozzi, sempre tramite il quotidiano Il Mattino: “Posso solo dire che è una storia infinita, nel corso della quale ripeto e ripetiamo: gli unici soldi dati per girare delle scene in una villa di Torre Annunziata sono quelli dati in chiaro all’amministratore giudiziario, il titolare della custodia del locale”.
E poi conclude: “Abbiamo girato centinaia di location, mai incontrato difficoltà di questo tipo. Il nostro operato è sempre stato corretto“.

Una storia che sembra essere al momento solo all’inizio, in quanto oltre al Tribunale di Torre Annunziata, anche Sky vuole vederci chiaro in questa storia. Quindi si prevedono nuove indagini.

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Cosa ne pensa l’autore
Serena Spaventa

Serena Spaventa - Una storia sicuramente strana. Credo che la società di produzione Cattleya non sia così "stupida" da pagare il pizzo a qualsiasi persona. Dall'altra parte è anche vero che determinati compiti, come ricerca di location, ecc, vengono affidate a terze persone di cui non si ha spesso conoscenza e non si sa in che modo agiscano.

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