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Gli italiani comprano sempre meno mascherine e igienizzanti

La spesa degli italiani per igienizzanti e mascherine ha conosciuto un netto crollo rispetto ai valori raggiunti a inizio pandemia. Il calo vertiginoso fa scattare delle considerazioni sull’utilizzo dei dispositivi che dovrebbero proteggerci dal virus.

Cronaca
Pubblicato il 6 agosto 2020, alle ore 19:05

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Gli italiani comprano sempre meno mascherine e igienizzanti

I dati raccolti da Federfarma non lasciano spazio a dubbi: gli italiani comprano sempre meno mascherine e prodotti igienizzanti. Fino a tre mesi fa si era soliti correre in farmacia e nei supermercati a fare incetta di questi prodotti, ora invece, complice anche la diminuzione dei casi di contagio da Covid-19, la loro richiesta ha subito un drastico tracollo.

Come precisato da Marco Cossolo, presidente di Federfarma, in fatto di mascherine gli italiani spendono la metà rispetto al boom segnalato ad inizio pandemia. Ora che la disponibilità è stata garantita con maggior tempestività, calmierando il prezzo delle mascherine chirurgiche a 50 centesimi e diffondendo quelle lavabili, le incette e le speculazioni di qualche mese fa non hanno più senso di esistere.

Dopo il picco raggiunto tra il 6 e il 13 aprile, quando gli italiani hanno speso 5,5 milioni di euro in mascherine in una settimana, la curva degli acquisti ha conosciuto un netto calo, raggiungendo con i suoi 1,7 milioni di euro il punto più basso intorno al 20 giugno. Successivamente c’è stata una leggera ripresa, ma i valori rimangono comunque ben al di sotto di quanto registrato ad aprile.

Se quello delle mascherine è un netto calo, quello dei gel e prodotti igienizzanti è stato un tonfo ancor più netto: dal picco del 9 marzo quando furono spesi 4,536 milioni, si è passati ai 521mila euro del 20 luglio. Spariti quasi d’incanto dalle abitudini personali, la routine della sanificazione delle mani è rimasta confinata soprattutto a chi si accinge ad accedere a bar e negozi.

A fronte di questi dati, è stato lo stesso presidente di Federfarma a invitare a non abbassare la guardia. I dati sono sintomatici di una tendenza che rischia di essere pericolosa, specie in vista di una possibile seconda ondata pandemica. Il drastico calo della domanda di gel e mascherine è considerato “un fatto grave perché è una delle poche difese che abbiamo contro il virus”. Ciononostante, diversi studi e statistiche condotte a livello internazionale hanno premiato il comportamento degli italiani, capaci di indossare la mascherina molto più assiduamente rispetto ai cittadini di altri paesi europei o degli Stati Uniti.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - In effetti dopo il terrore iniziale, coinciso con le settimane in cui l’Italia era epicentro della crisi sanitaria, la corsa all’acquisto di igienizzanti e mascherine non ha più la priorità che aveva nei mesi di marzo e aprile. È chiaro che la maggior disponibilità di questi dispositivi e il minor numero di contagiati ha influito sulle priorità e sul volume di DPI venduti. C’è poi da aggiungere che nel periodo più critico c’è stato chi ha fatto la scorta, facendo anche un maggior ricorso alle mascherine lavabili e quindi riutilizzabili.

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