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Giulio Regeni è stato seviziato dai servizi segreti egiziani: al via il processo per quattro persone

Regeni è stato seviziato prima di essere ucciso. Al via al processo per quattro indagati dei servizi segreti egiziani, con le accuse di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate.

Cronaca
Pubblicato il 10 dicembre 2020, alle ore 19:38

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Giulio Regeni è stato seviziato dai servizi segreti egiziani: al via il processo per quattro persone

Giulio Regeni, il giovane ricercatore, ucciso in Egitto nel 2016 a Il Cairo, è stato seviziato per giorni dai servizi segreti egiziani. Al via il processo per quattro persone indagate degli 007: il generale Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

Giulio sarebbe stato seviziato per giorni costretto e legato, senza potersi muovere, con lame roventi, coltelli e bastoni. Oltre al sequestro di persona pluriaggravato contestato a tutti, Sharif è accusato di lesioni personali aggravate e omicidio; invece per Mahmoud Najem – spiega una nota della Procura di Roma – “non sono stati raccolti elementi sufficienti, allo stato, a sostenere l’accusa in giudizio”.

Il pm Sergio Colaiocco ha coordinato le indagini sentendo la testimonianza degli indagati: “Ho visto Giulio ammanettato a terra con segni di tortura sul torace”, ha raccontato uno dei cinque testimoni. Giulio è stato condotto in carcere contro la sua volontà e bloccato alla metropolitana de Il Cairo dai cinque indagati che lo controllavano.

I genitori di Giulio, in questi lunghi anni, si sono chiesti dove fossero le attività istituzionali italiane, e chiedono all’ambasciatore italiano in Egitto di ritirarsi. “Come mai Giulio, un cittadino italiano, non è stato salvato in un Paese che era amico e che continua ad essere amico?”, ha detto Paola Regeni, la madre di Giulio, aggiungendo: “altrimenti tutti gli italiani che vanno all’estero possono ben dire di non sentirsi sicuri”.

“Come mai un Paese che intrattiene relazioni con l’Italia, di tipo economico e nel settore turistico e militare, non ha fatto nulla per salvaguardare la vita, del giovane ricercatore? La nostra lotta di famiglia è diventata una lotta di civilità per i diritti umani, che è come se agisse Giulio, diventato uno specchio che riverbera in tutto il mondo come vengono violati i diritti umnani in Egitto ogni giorno” ha detto in conferenza stampa alla Camera la madre di Giulio.

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Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Argomento alquanto dibattuto quello di Giulio Regeni, come sta avvenendo ora per Patrick Zaki in Egitto, recluso anch'esso, e spero presto scarcerato. Credo che Giulio debba avere giustizia e se la nostra giustizia vale qualcosa, debba fare la voce grossa in Egitto. Una preghiera per Giulio, spero i genitori trovino un po' di serenità.

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