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Roma

Giovanni Paolo II a 15 anni dalla morte: la sua testimonianza ci illumina in tempo di pandemia

In una intervista al Cardinale Angelo Comastri, Vatican News racconta come Giovanni Paolo II ha vissuto la sofferenza nella serenità e nella fiducia in Dio.

Cronaca
Pubblicato il 2 aprile 2020, alle ore 12:16

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Giovanni Paolo II a 15 anni dalla morte: la sua testimonianza ci illumina in tempo di pandemia

Ieri, all’udienza generale, Papa Francesco ha ricordato San Giovanni Paolo II a 15 anni dalla morte, avvenuta il 2 aprile 2005. Gli ultimi giorni di Karol Wojtyla sono rimasti impressi nella mente di tutti. La lunga malattia vissuta nella fede è stata una testimonianza cristiana anche per chi si sentiva lontano dalla Chiesa.

Vatican News si è interrogato sulla testimonianza di fede nella sofferenza, che oggi in un clima generale di sofferenza causato dalla pandemia può dare ancora San Giovanni Paolo II, ed ha intervistato il Cardinale Angelo Comastri.

Secondo il Cardinale Comastri il dilagare dell’epidemia, con tutte le conseguenze, spaventa perché ha trovato tutti impreparati mettendo “in luce il vuoto spirituale di molte persone“, nelle quali la fede si è spenta. Giovanni Paolo II ha affrontato con serenità la sua situazione perché era un credente convinto e coerente: “la fede illuminava il cammino della sua vita“.

Giovanni Paolo II non era triste nella sofferenza, ha aggiunto il Cardinale, perché era consapevole che la vita è breve e velocemente si arriva alla “Grande Festa” nella quale ci sarà l’abbraccio con Dio, Colui che è “Infinitamente Felice“. Giovanni Paolo II viveva serenamente ogni sofferenza, perché cercava di essere preparato a questo grande incontro, invito per noi oggi a “togliere le riserve di orgoglio e di egoismo che tutti abbiamo“, per essere degni un giorno di “abbracciare Colui che è Amore senza ombre“, in quanto non vedere oltre la sofferenza e la morte porta alla disperazione.

Il Papa polacco, ha detto il Cardinale Comastri, ha insegnato che il dolore redento dall’Amore è un antidoto dell’egoismo umano, e lo redime. Questo è possibile aprendo il nostro cuore a Gesù Crocifisso. Il dolore e la sofferenza fanno paura ma, se vissuti con la luce della fede in unione a Cristo, ciò che si teme diventa una potatura di ciò che frena la vera vita

Maria nel cuore di Giovanni Paolo II occupava uno spazio privilegiato, lo abbiamo capito tutti a partire dallo stemma del suo motto: Totus Tuus Maria. Maria è sempre stata vicina a Gesù. Il Cardinale ha ricordato che sotto la croce il Figlio le ha affidato Giovanni e la Chiesa: Donna, ecco tuo figlio!”, e Giovanni Paolo II ci ha creduto.

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