Gioia Tauro, sequestrato il parco commerciale, 11 arresti

Un'operazione della Guardia di Finanza ha permesso di sequestrare sette società e arrestare 11 imprenditori accusati di essere in affari con la 'ndrangheta. Il centro “Annunziata” era parte del clan dei Piromalli

Gioia Tauro, sequestrato il parco commerciale, 11 arresti

La Dda di Reggio Calabria ha sequestrato il parco commerciale più grande della regione, in quanto, secondo i magistrati, il centro “Annunziata” faceva parte dell’impero economico da 210 milioni di euro che sottostava al potente clan dei Piromalli. Le Fiamme Gialle all’alba hanno sequestrato anche sette società e notificato undici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti imprenditori, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’indagine è stata coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho e dal sostituto Roberto Di Palma, e il personaggio principale della vicenda è Alfonso Annunziata, un imprenditore molto conosciuto e affiliato ai Piromalli. Annunziata ha fatto un’escalation incredibile: l’uomo infatti, in pochi anni è passato da ambulante nei mercatini rionali a imprenditore del settore dell’abbigliamento e infine titolare del parco commerciale. Un salto di qualità e di immagine poco chiara, che però non è sfuggita ai finanzieri del Comando provinciale di Reggio, che da alcuni anni tengono d’occhio gli affari di Annunziata e dei suoi familiari.

Secondo i magistrati Annunziata avrebbe avuto rapporti sin dall’inizio della sua scalata economica con il clan Piromalli, rapporti che però sembra risalgano alla metà degli anni ’80, quando Annunziata aveva aperto un negozio nel cuore di Gioia Tauro. In quegli anni Annunziata finì nel mirino degli esattori della ‘ndrangheta e fu costretto a fuggire. In seguito ci fu l’incontro con Piromalli e la ripresa degli affari che lo portò alla realizzazione del parco commerciale ritenuto tra i più importanti del Sud Italia, un’opera in cui gestiva le imprese. Un affare imponente, attorno al quale giravano tanti interessi, e che ebbe come conseguenza la morte del boss Rocco Molè a febbraio del 2008, che fu ucciso dalla faida.

Il parco per i Piromalli è stato fonte di soldi e potere, che ha permesso loro di operare come padroni assoluti di un monopolio esclusivo per Annunziata. Secondo gli investigatori della Guardia di Finanza il giro degli affari era concentrato in due gruppi di imprenditori, uno che faceva capo ad Alfonso Annunziata con la collaborazione del fratello Fioravanti, della moglie e delle figlie, mentre l’altro era riconducibile a Claudio Pontoriero, che è il genero di Alfonso Annunziata.

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