ROMA. Con una lettera, dopo il grande scandalo che lo ha visto indagato per aver trovato dei suoi conti in Svizzera, Gino Paoli si dimette dalla presidenza della SIAE. Il cantautore si difende dall’accusa di evasione fiscale per il trasferimento di 2 milioni di euro dicendo che i suoi comportamenti erano benevoli ed è anche sicuro di non aver commesso alcun reato, definendosi una persona per bene.
Lo scandalo era uscito pochi giorni fa, creando una grande ondata di polemiche da parte di numerosi artisti che iscritti alla SIAE, hanno visto nei recenti anni questa società che dovrebbe tutelare i loro diritti, essere investita da numerosi scandali legati non solo alle sue alte cariche ma anche a tutto il resto di una struttura che ormai risulta essere molto datata.
Era di recente che gli inquirenti erano sulla pista di questa frode fiscale che è stata imputata al veterano della musica italiana. Persona la quale è uno delle menti che ha fondato la società SIAE, la quale da sempre si occupa nella tutela dei diritti d’autore degli artisti musicali ed editori italiani. Tuttavia recentemente questa società ha visto la fuga di molti iscritti in altre società estere, cosa del tutto lecita e legale per chi cerca di vivere di musica o scrittura.
Le sue dimissioni sono irrevocabili, infatti prosegue nella sua lettere parlando delle vicende che lo hanno coinvolto e del dovuto rispetto che lui deve sia nei confronti di chi fa il suo lavoro con le indagini che nei confronti delle persone che si avvolgono della SIAE e vogliono una presidenza pulita. Tuttavia si sofferma nella sua indignazione per la strumentalizzazione che si sta facendo di questa notizia nei suoi confronti, cosa che trova profondamente ingiusta. Conclude che non vuole vedere coinvolta la società SIAE e per questo, in quanto questa faccenda la definisce estranea ad essa, le sue dimissioni sono definitive.