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La storia di Giampiero Errante: “La mia dislessia? E’ un dono”

Giampiero Errante a 20 anni ha vinto la sua battaglia, trasformando la sua dislessia nel suo dono più grande. Un esempio per tutti

Cronaca
Pubblicato il 7 settembre 2017, alle ore 18:16

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Giampiero Errante ha solo 20 anni ma ha saputo completamente rivoluzionare la sua vita, rendendo la sua dislessia un dono, un punto di forza piuttosto che un punto debole per il quale essere discriminato.

Giampiero ha voluto raccontare la sua storia, che è uguale alla storia di tante persone che come lui vivono la dislessia e che cercano ogni giorno di farsi spazio nella società, che spesso non li aiuta e li rende vittima di bullismo.

E’ proprio quello che è successo a Giampiero, che durante il periodo della scuola ha subito più volte episodi di bullismo, si è visto rifiutare da compagni di scuola e ed ha quindi vissuto dei momenti molto difficili, che l’hanno portato ad isolarsi sempre di più.

Giampiero, però, ha deciso di non farsi schiacciare della dislessia ma di trasformarla nel suo dono più grande. Con il supporto di un’amica, Gloria, il giovane di Castelvetrano sta scrivendo un libro in cui racconta la sua storia, in cui dà voce alla sua sofferenza, ai momenti bui che ha passato fin dalle elementari quando non si sentiva uguale agli altri bambini. Alle superiori poi tutto diventa ancora più difficile perché i compagni iniziano a deriderlo sempre più pesantemente, fino ad isolarlo completamente.

Ad oggi Giampiero è un esempio per tutti coloro che hanno problemi di apprendimento, che si sentono diversi dagli altri e che pensano di non avere via d’uscita, di non trovare mai la strada per poter esprimere se stessi, la propria voce ed il proprio pensiero. L’esempio di Giampiero è importante per tutti coloro che hanno bisogno di una guida, di un faro che illumini il loro cammino.

Una storia che fa molto riflettere, che ci deve far capire quanto le persone che soffrono di dislessia possano avere tanto da dare, esattamente come tutti, quanto la loro vita possa risultare difficile nella quotidianità, perché ancora difficile è la relazione con la società che spesso non li aiuta ad integrarsi.

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