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Giallo sulle spiagge della Sicilia: due sub trovati morti e carichi di droga

Un giallo ha colpito le spiagge della Sicilia, dove sono stati ritrovati i cadaveri di due sub carichi di droga. Due le ipotesi che sembrano le più probabili riguardo l'accaduto.

Cronaca
Pubblicato il 13 gennaio 2020, alle ore 08:56

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Giallo sulle spiagge della Sicilia: due sub trovati morti e carichi di droga

Due sub trovati morti tra il 31 dicembre e l’8 di gennaio a pochi chilometri di distanza nelle spiagge siciliane, e chili di droga che nei giorni scorsi hanno galleggiato fino a raggiungere la riva del litorale di Capo D’Orlando, in una frazione balneare di Castelvetrano e sulla spiaggia di San Leone ad Agrigento. Questo è il giallo che sta facendo molto discutere negli ultimi giorni l’intera isola, dove cinque procure differenti stanno lavorando per comprendere che cosa sia accaduto e se questi fatti siano davvero collegati.

Il primo sub ad essere stato trovato è stato un uomo tra i 40 ed i 50 anni in una caletta di Mazzaforno, a Cefalù. Neanche l’autopsia è stata in grado di rivelare la sua identità e sul suo corpo è stato possibile solo riconoscere un tatuaggio di due lettere. Il secondo uomo invece, ritrovato martedì scorso nelle acque tra Castel di Tusa e Milianni, avrebbe presumibilmente 40 anni, ma anche per questo è stato impossibile scoprirne l’identità. Sul corpo del secondo sub sono stato rinvenuti dei tatuaggi grossolani così come nel primo, raffiguranti un tribale, la sagoma di un pipistrello, alcune lettere illeggibili a causa della decomposizione, ed una lettera “M” presente sul braccio sinistro. A destare dei sospetti sulla professionalità dei due sub, è stata la presenza di scarpe da tennis insieme alla muta.

I corpi dei due uomini erano carichi di droga, e questo particolare avrebbe rivelato il loro collegamento con i 98 chili di hashish confezionati allo stesso modo che nei giorni scorsi hanno raggiunto varie spiagge siciliane.

Poiché l’autopsia non ha rivelato l’identità delle due vittime e nessuno ha ancora reclamato i corpi, è stato ora prelevato il DNA dei due uomini, per vedere se sarà possibile trovare un riscontro nella banca dati delle persone scomparse.

L’ipotesi di un naufragio

Ad indagare sul caso e sul collegamento tra il ritrovamento della droga e dei due sub sono cinque procure dell’isola, le stesse nei cui territori sono stati effettuati i ritrovamenti: Messina, Agrigento, Trapani e Termini Imerese, ed è stato proprio il procuratore di Patti – che si occupa del ritrovamento fatto nel messinese -ad avanzare le prime ipotesi su quanto possa essere accaduto.

Stando a quanto è stato affermato dal procuratore Angelo Cavallo, i due uomini potrebbero essere state vittime di un naufragio causato dal vento di maestrale che nei giorni scorsi ha colpito le coste siciliane, mentre arrivavano dalla Tunisia diretti in Sicilia, o forse anche in Sardegna, con un carico di droga. Si tratta di ipotesi da verificare.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Ci troviamo senza dubbio di fronte ad un giallo molto particolare. Sappiamo che le procure stanno facendo davvero un ottimo lavoro e che a breve riusciranno a venire a capo di questa storia che sta tenendo non solo la Sicilia, ma l'Italia intera con il fiato sospeso, desiderosa di comprenderne la verità.

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