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Genova

Genova, 600 disdette del vaccino anti Covid AstraZeneca dopo il caso della ragazza colpita da tromobosi

In queste ore alle autorità sanitarie sono arrivate circa 600 disdette tra i volontari over 18 che si erano prenotati per la prima inoculazione del siero anti coronavirus prodotto da AstraZeneca. Le condizioni della giovane 18enne restano ancora gravi.

Cronaca
Pubblicato il 8 giugno 2021, alle ore 11:08

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Genova, 600 disdette del vaccino anti Covid AstraZeneca dopo il caso della ragazza colpita da tromobosi

Sta facendo discutere in tutta Italia il caso della 18enne che negli scorsi giorni è stata colpita da una trombosi cerebrale dopo aver ricevuto il vaccino anti Covid prodotto da AstraZeneca. Il fatto si è verificato in Liguria, dove la giovane, residente nella zona di Sestri Levante, si è sentita male 13 giorni dopo aver ricevuto la prima dose del siero, questo anche in vista dell’esame di maturità. Alla 18enne il vaccino era stato somministrato il 25 maggio scorso, mentre il 3 giugno aveva cominciato ad accusare cefalea e fotofobia. A questo punto si è recata in ospedale, dove è stata visitata e dimessa. Ma il 5 giugno la giovane si è accorta di avere difficoltà a muovere le dita delle mani, per cui è tornata in ospedale dove è stata sottoposta ad una tac, che ha dato esito emorragico positivo. Da quel momento si trova ricoverata in gravissime condizioni presso il reparto di Neurochirurgia al San Martino di Genova, dove è stata sottoposta a due interventi chirurgici per rimuovere il trombo. 

E in queste ore alle autorità sanitarie della Regione Liguria sono arrivate 600 disdette di over 18 che si erano prenotati volontariamente per poter ricevere il vaccino prodotto da AstraZeneca. Lo ha annunciato il presidente Giovanni Toti nel consueto punto stampa per l’emergenza Covid: ieri la Liguria è passata in zona bianca. “Circa 600 persone hanno disdetto il vaccino, altri continuano a prenotarsi. Ci sono state anche alcune centinaia prenotazioni, qualcosa più di cento” – così ha annunciato il presidente. 

Bassetti: “Niente psicosi”

Sul caso della 18enne colpita da trombosi è intervenuto anche Matteo Bassetti, primario di infettivologia presso il San Martino di Genova, il quale ha spiegato che l’evento accaduto alla giovane non deve indurre una psicosi da vaccino nelle persone. “I dati dicono che la pillola anticoncezionale può causare 200 eventi trombotici ogni milione di donne che la assumono (eppure nessuna donna ha mai pensato di rinunciarvi nonostante non sia un farmaco salvavita)” – così ha scritto il medico su Instagram.

E sulla vicenda anche la Procura del capoluogo ligure vuole vederci chiaro, per cui è stato aperto un fascicolo di inchiesta. Da quanto si apprende dai media locali, in particolare da Genova 24, nelle prossime ore i magistrati contatteranno l’ospedale per farsi consegnare tutta la documentazione relativa all’iter vaccinale. Al vaglio degli inquirenti, coordinati dal pm Stefano Puppo e dall’aggiunto Francesco Pinto, c’è la modalità di vaccinazione a cui è stata sottoposta la 18enne, l’anamesi e il modulo di consenso fatto compilare prima dell’inoculazione alla 18enne oltre ai medicinali che la ragazza prendeva.

Lo stesso Matteo Bassetti ha dichiarato che occorre ancora stabilire se ci siano correlazioni tra la trombosi occorsa alla giovane e il vaccino somministrato. Intanto il vaccino AstraZeneca continuerà ad essere somministrato soltanto su base volontaria nelle persone under 60, mentre su base di programmazione vengono assegnati Pfizer o Moderna. La Regione fa sapere che sono ancora disponibili 20 mila dosi.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Sta facendo davvero discutere il caso della 18enne che si trova ricoverata in neurochirugia a Genova dopo aver ricevuto il vaccino anti coronavirus prodotto da AstraZeneca. La ragazza è molto grave. Queste notizie non devono comunque spaventare l'opinione pubblica, in quanto è molto raro che dopo il vaccino anti Covid si verifichino eventi gravi e avversi. La vaccinazione resta, al momento, l'unico modo per poter uscire dall'emergenza sanitaria e tornare alla libertà.

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