GB, tortura a morte la figlia di 8 anni: “Era posseduta”

Una madre, con la complicità della propria amante, ha torturato a morte la figlia di 8 anni, convinta che fosse posseduta da spiriti malvagi. Il tutto sarebbe avvenuto nell'ambito di un perverso gioco di ruolo sadico-erotico

GB, tortura a morte la figlia di 8 anni: “Era posseduta”

Polly Chowdhury, 35enne residente nel quartiere di Chadwell Health (Londra), ha ripetutamente torturato la figlia di otto anni fino ad ucciderla. E’ questo ciò che emerge dalle indagini della polizia, che hanno trovato la piccola distesa sul suo letto senza vita, nuda ad eccetto di un paio di mutandine, con il corpo ricoperto di lesioni di ogni genere. 56 ferite in tutto, inclusi i segni dei denti della madre (combacianti con le impronte dentali), la quale l’ha ripetutamente morsa nell’ambito di un terrificante gioco di ruolo “live” a sfondo erotico-horrorifico, intrapreso con la compagna Kiki Muddar (43).

Kiki Muddar è un’appassionata di esoterismo, letteratura e cinematografia horror, ed ha una vera e propria ossessione per i vampiri. La donna, musulmana,aveva creato grazie alla propria perversa immaginazione ben 15 personaggi di fantasia, divenuti secondo le sue percezioni distorte terribilmente reali; tra questi figuravano il sedicente Skyman, uno spirito a suo dire musulmano e Jimmy, un amante paranormale che avrebbe usato per controllare la propria partner, Polly Chowdhury. La Muddar infatti, dopo aver intrapreso una relazione con la Chowdhury sfociata nel divorzio di quest’ultima dal marito, l’ha convinta a partecipare ad un sadico gioco di ruolo per soddisfare le proprie fantasie depravate. Vittima designata: la figlia della trentacinquenne.

Kiki Muddar aveva infatti convinto Polly che sua figlia Ayesha era stata posseduta da fantomatici spiriti malvagi, e le due architettavano di continuo sadiche punizioni da comminare alla piccola, per “esorcizzare il maligno” e “chiudere le porte dell’Inferno”. Tra queste figuravano ad esempio abluzioni ghiacciate e pulizie reiterate del bagno, già lindo. Le due donne si divertivano inoltre a strisciare nella camera da letto della bambina di notte, e svegliarla poi con delle maschere spaventose allo scopo di terrorizzarla. Un comportamento incredibilmente deviato, finito poi in tragedia, con la morte della bambina avvenuta il 21 Agosto del 2013. Una situazione di abusi fisici e psicologici che, secondo le ricostruzioni, andava avanti dal 1° Marzo dello stesso anno.

La polizia ha inoltre rinvenuto nella camera di Ayesha strazianti note scritte a mano, foglietti di carta sui quali la bambina annotava le cose da fare e quelle da non fare, su suggerimento delle due donne, promettendo di comportarsi meglio per evitare le severe punizioni che Kiki e Polly si divertivano ad infliggerle quotidianamente. “Non mi piace ferire i sentimenti delle altre persone!-si può leggere, in uno di questi foglietti-Non so in che modo potrei farlo! Odio venire punita, quindi farò tutto ciò che posso per cambiare!”. Sfortunatamente per Ayesha, nonostante tutti i suoi sforzi per soddisfare le richieste delle due donne, la situazione non migliorò. Perché di fatto, non era certo lei il problema.

Nonostante Kiki Middar e Polly Chowdhury si siano vicendevolmente accusate dell’assassinio di Ayesha, il tribunale di Old Bailey (la Central Criminal Court di Londra) ha dichiarato quest’oggi entrambe colpevoli di omicidio colposo, escludendo però il reato di omicidio volontario. Il verdetto della giuria è stato raggiunto grazie ad una maggioranza di 10 favorevoli contro 2 contrari.

Le indagini sulla depravata relazione tra le due donne hanno portato alla luce una situazione allucinante, con la Chowdhury che comunicava quotidianamente attraverso Facebook con le “quindici entità spirituali” create dalla mente di Kiki Muddar, alle quali era ovviamente quest’ultima a dare voce dall’altro capo del computer. Al vaglio degli inquirenti sono finiti 140.000 linee di testo tra messaggi ed e-mail, 40.000 messaggi spediti da un computer, 1.450 registrazioni vocali riconducibili al telefono di Kiki Muddar e 17.000 messaggi su Facebook. Il contenuto del materiale riguardava spesso la natura delle punizioni da infliggere ad Ayesha, e la sua “natura demoniaca”. Uno dei messaggi “inviati da Skyman”, recita: “Tua figlia è malvagia, e non l’hai ancora disciplinata quest’oggi”.

Il livello di suggestionabilità della Chowdhury era tale che, dopo che la Middar l’aveva convinta (nelle vesti fittizie dell’amante spirituale Jimmy) ad inviarle foto che la ritraevano nuda nelle posizioni preferite del suo “amante”, Polly aveva persino manifestato la ferma convinzione a volerlo sposare, sebbene non l’avesse di fatto mai visto prima.

Afsal Ali, ex marito della Chowdhury, l’ha descritta come “la madre perfetta, con un grande cuore”, una donna che “ha sempre messo i bisogni degli altri prima dei propri”, suggerendo poi che la donna fosse diventata “completamente irriconoscibile” dopo che la Middar era entrata nella loro vita coniugale. “Era come se fosse posseduta”, ha poi commentato l’ex marito. Tra il materiale a disposizione degli inquirenti, figura anche una telefonata di Kiki Muddar ad un’amica (chiamata Hemma), risalente a circa un mese prima dell’omicidio: “She’s a fucking whore, that’s what she is. She’s a fucking waste of space […] I will fucking drown that witch. Seriously, i’m going to kill her” (“E’ una fottuta puttana, ecco cos’è. E’ un fottuto spreco di spazio […] Annegherò quella strega. Dico sul serio, la ucciderò”).

Afsal Ali ha poi commentato così l’esito del processo: “Come madre, dovrà vivere nel dolore il resto della sua vita, suppongo. Hai dato alla luce una bambina per poi toglierle la vita, è qualcosa che non potrò mai perdonare. Ci sono solo due persone da incolpare per quanto accaduto, lei e Kiki”. Ali, presente in aula nel corso del processo, ha poi ricordato così la figlia: “Ayesha era una bambina formidabile. Era intelligente, amorevole, piena di vita, ed aveva già a cuore il problema della povertà nel mondo. Amava la vita e la sua famiglia, e tutto ciò che desiderava era essere parte di una famiglia felice. Io ero il suo supereroe, il suo super-papà […] Era il mio angelo sotto mentite spoglie. Era la figlia perfetta, quella che qualunque genitore vorrebbe avere”.

La sentenza definitiva verrà pronunciata dal giudice Christopher Moss il prossimo venerdì 6 Marzo.

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