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Gasolio "infetto" nel Salento: quali sono i distributori incriminati?

Echeggia ancora la notizia della distribuzione di gasolio, non correttamente raffinato, nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Scopriamo cosa realmente è accaduto e sta avvenendo.

Cronaca
Pubblicato il 12 gennaio 2018, alle ore 09:31

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Gasolio "infetto" nel Salento: quali sono i distributori incriminati?
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Dopo appena due mesi dallo scandalo che ha coinvolto l’isola di Malta, circa il traffico illegale di gasolio, ecco che anche nel Salento scoppia un nuovo scandalo riguardante proprio questa miscela di idrocarburi liquidi. Questa volta però non si tratta di traffici illeciti, ma di distribuzione di gasolio non correttamente raffinato.

Inizialmente sembrava essere solo una “voce di corridoio” che si era diffusa a macchia d’olio in tutto il basso Salent: poi, però, dopo il comunicato dello “Sportello dei Diritti” è scoppiato un vero e proprio caos tra gli automobilisti delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, infuriati per i danni che le loro autovetture avrebbero subito proprio a causa di questo combustibile per motori diesel distribuito in moltissime aree di servizio delle tre province sopra indicate.

Ed ecco che, a distanza di quasi due settimane dalle prime voci in circolazione, si è scoperto che presso una raffineria della città di Taranto, si sarebbe verificato erroneamente un problema di mixaggio – non subito appurato – e per questo motivo è stato fornito del gasolio non inidoneo alla carburazione.

Ovviamente, le prime domande sono state fatte ai meccanici e, tra le tante, quella predominante è la seguente: quali sono i danni che potrebbero subire le autovetture? 

Secondo i più esperti, il carburante “sporco” va ad intaccare proprio il gruppo iniezione rischiando così di dover sostituire il filtro gasolio oltre a dover procedere alla pulizia della rampa di iniezione, del serbatoio, e degli iniettori.

Insomma, si tratta di una vera e propria “fregatura” per gli automobilisti che richiedono, a clamor di popolo, un approfondimento da parte dell’autorità giudiziaria ed eventualmente anche un risarcimento a favore di tutti coloro che hanno subìto danni a seguito del rifornimento del gasolio incriminato. 

Per cercare di limitare i danni, si è anche tentato di fare una sorta di “lista nera”, che elencasse i distributori che, per loro sfortuna, hanno involontariamente distribuito il carburante sporco, ma è risultato impossibile stilare un elenco in quanto la partita del gasolio in questione è stata consegnata in tutta la Puglia già dai primi giorni del nuovo anno.

Insomma, sembrerebbe proprio che il danno ormai sia stato fatto e che, in base al consumo medio dell’impianto, molti distributori si siano già liberati del carburante non inidoneo mentre altri, che magari hanno una distribuzione più ristretta, siano ancora provvisti di diesel “infetto” e quindi ancora a rischio di provocare danni alle autovetture.

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Cosa ne pensa l’autore
Sonia Verardo

Sonia Verardo - Io in primis ero convinta si trattasse della solita "leggenda metropolitana" spuntata dal nulla, poi però ecco arrivare la notizia che dà conferma a tutto ciò. Purtroppo il problema sembra essere nato da un errore involontario, ma mi chiedo: "e se si prestasse più attenzione?". Si tratta di centinaia di persone coinvolte, non mi sembra giusto che la questione venga chiusa così, senza avere un risarcimento o senza prendere provvedimenti. Spero vivamente che qualcosa venga comunque fatto per limitare i danni che potrebbero ancora aver molti automobilisti.

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