Garlasco, svolta nell’inchiesta Poggi: Sempio unico indagato, cambia la ricostruzione della Procura

La Procura di Pavia concentra la nuova inchiesta su Andrea Sempio come unico indagato, aggiornando la ricostruzione del caso Poggi e aprendo a ulteriori valutazioni investigative.

Garlasco, svolta nell’inchiesta Poggi: Sempio unico indagato, cambia la ricostruzione della Procura

La nuova fase dell’inchiesta sull’omicidi* di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, segna un cambiamento rilevante nell’impostazione accusatoria della Procura di Pavia. Secondo quanto emerge dagli ultimi atti, l’indagine si concentra ora esclusivamente su Andrea Sempio, indicato come unico soggetto presente nella villetta di via Pascoli al momento dei fatti contestati.

Viene quindi esclusa, nella nuova ricostruzione, l’ipotesi di altri partecipanti o presenze esterne non identificate, in una linea investigativa che modifica sensibilmente l’impostazione iniziale del fascicolo. Nel documento notificato al 38enne e legato alla richiesta di interrogatorio fissata per il 6 maggio, i magistrati delineano un quadro in cui non trovano spazio figure non identificate. Un elemento che rappresenta una cesura rispetto alle prime fasi della riapertura del caso, quando l’ipotesi investigativa lasciava aperta la possibilità di un’azione “in concorso” con soggetti ignoti o con altre persone già coinvolte nelle vicende giudiziarie precedenti.

La posizione di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittim@ e condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, resta formalmente distinta dalla nuova impostazione della Procura pavese, che ha recentemente avanzato alla Procura generale di Milano una richiesta di valutazione per una possibile revisione del processo. Un passaggio che introduce un ulteriore livello di complessità in un’inchiesta già caratterizzata da numerosi sviluppi nel corso degli anni.

Le nuove analisi tecniche e le consulenze disposte nel tempo hanno progressivamente ridimensionato alcune delle ipotesi iniziali, come la presenza di più persone nella scena o l’utilizzo di differenti oggetti riconducibili a più dinamiche. Le conclusioni degli approfondimenti investigativi hanno infatti rafforzato la tesi secondo cui l’azione sarebbe riconducibile a un unico soggetto, eliminando progressivamente gli scenari alternativi che avevano inizialmente orientato parte delle indagini.

L’interrogatorio previsto per il 6 maggio rappresenta un passaggio cruciale, anche alla luce del fatto che l’indagato potrà scegliere se rispondere o meno alle domande degli inquirenti. La normativa consente infatti di attendere la conclusione delle indagini preliminari prima di esercitare pienamente il diritto di difesa, anche attraverso memorie o richieste di audizione.

Il fascicolo, ancora in fase di definizione, non è stato formalmente chiuso e potrebbe ulteriormente evolversi nelle prossime settimane. La Procura mantiene quindi un’impostazione aperta alla valutazione degli elementi raccolti, in un contesto in cui ogni nuova acquisizione può incidere sull’assetto complessivo dell’indagine. La riapertura del caso Poggi continua così a rappresentare uno dei dossier giudiziari più complessi e seguiti, caratterizzato da una stratificazione di ipotesi, revisioni e verifiche tecniche che nel tempo hanno progressivamente ridisegnato il quadro investigativo originario.

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