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Frosinone, detenuto minaccia agenti e spara contro 3 compagni di cella

Un detenuto per camorra al carcere di Frosinone per vendicarsi di uno sgarro punta l'arma contro gli agenti e poi apre il fuoco su tre compagni di cella.

Cronaca
Pubblicato il 19 settembre 2021, alle ore 22:41

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Frosinone, detenuto minaccia agenti e spara contro 3 compagni di cella

Un uomo di 30 anni, detenuto nel carcere di Frosinone, arrestato per camorra, minaccia prima gli agenti di polizia penitenziaria con una pistola e poi spara tre colpi prima di arrendersi.

Tutto questo è avvenuto in un carcere di Alta sicurezza, ma il detenuto napoletano che era stato picchiato e minacciato negli scorsi giorni da altri compagni di cella, ha prima minacciato con una pistola un poliziotto penitenziario e poi ha sparato tre colpi in direzione delle altre celle dove erano rinchiusi i detenuti che lo avevano minacciato.

La notizia è stata data dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) che sollecita urgenti interventi da parte del Ministro della Giustizia Marta Cartabia, parlando di carceri allo sbando. 

Donato Capece, segretario generale del SAPPE ammette che quel che è successo è incredibile ed allucinante. La vicenda è stata ricostruita in questro modo: il detenuto napoletano in carcere per delitti di camorra nel carcere di Alta Sicurezza a Frosinone, dopo aver ottenuto il permesso di andare a fare la doccia, ha estratto una pistola puntandola su un polizziotto e minacciandolo di dargli le chiavi delle altre celle dove erano rinchiusi altri detenuti sia napoletani che albanesi da cui aveva ricevuto delle minacce e percussioni, se no lo avrebbe sparato. Dopo aver ottenuto le chiavi dal poliziotto ha cercato di aprire invano le celle ed a quel punto ha cominciato a sparare all’interno delle celle senza però ferire nessuno.

Dopo aver sparato, il detenuto che possedeva anche illegalmente un telefono cellulare, ha chiamato il suo avvocato che lo ha convinto a consegnare la pistola, e poi ha ingoiato la sim card del cellulare. 

 l SAPPE ha chiesto al Ministro della Giustizia Marta Cartabia di adottare urgenti provvedimenti per trovare soluzioni sulle criticità del carcere dal versante del Corpo di Polizia Penitenziaria, soprattutto rispetto all’esigenza di sospendere la vigilanza dinamica ed il regime detentivo aperto che sono stati la causa principale della crescita esponenziale degli eventi critici in carcere e sollecitare tutele ai poliziotti per contrastare le aggressioni, le colluttazioni e i ferimenti che si verificano tante volte all’interno dei penitenziari.

Il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, ha chiesto al capo Dap, Bernardo Petralia, di andare di persona a fronte della gravità di quanto successo, nel carcere di Frosinone arriverà prima il provveditore del Lazio Carmelo Cantone, poi alle 16 ci sarà una riunione straordinaria nell’istituto con il capo Dap Petralia e i direttori generali del personale (Massimo Parisi) e dei detenuti (Gianfranco de Gesu).

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Mazzarella

Chiara Mazzarella - Riuscire a far entrare un cellulare in un carcere di alta sicurezza è già un problema molto grande, ma riuscire a far entrare addirittura una pistola è davvero una cosa inconcepibile. È difficile riuscire a concepire come possono queste cose sfuggire ai controlli. Secondo me queste cose succedono dove v'è la corruzione.

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