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Frosinone: ammanchi di 300.000 euro nelle casse della Croce Rossa Italiana

Presso la sede della guardia di finanza di Frosinone, è stato depositato l'esposto da parte dell'attuale dirigenza della Croce Rossa Italiana che ha sede nello stesso capoluogo di provincia. Bilanci falsati e lacunosi. Non giustificati 300.000 euro.

Cronaca
Pubblicato il 23 maggio 2020, alle ore 20:13

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Frosinone: ammanchi di 300.000 euro nelle casse della Croce Rossa Italiana

La notizia ha fatto tremare Frosinone ed il mondo del volontariato tutto. Molti annunciano già lo scandalo senza precedenti. Il giorno 21 Maggio 2020, l’attuale presidente provinciale della Croce Rossa Italiana, avente sede nella città capoluogo di provincia – Antonio Rocca – si recava presso il comando della guardia di finanza a presentare l’esposto e la documentazione in questione.

Il presidente Rocca, ormai da anni attivo all’interno della Croce Rossa Italiana, rappresentato dal suo legale, l’avvocato dottor Roberto Molle, attivo presso il tribunale della città martire di Cassino, si è insediato lo scorso febbraio 2020, prendendo così in mano la dirigenza della sezione di Frosinone da circa 3 mesi, dopo aver vinto regolarmente le elezioni indette tra i membri dell’associazione. 

Durante l’ultimo periodo, il nuovo presidente Rocca si è trovato a dover fronteggiare la durissima situazione causata dal temibile virus Covid-2019, con tutto ciò che ne consegue. Superato il momento difficile causato dalla pandemia di Coronavirus, si è cominciato a dedicare alla stesura del bilancio per l’anno appena trascorso e cioè per il 2019, iniziando così a revisionare i conti, le fatture elettroniche, le bollette, i nastrini fornitori, ecc…

Per svolgere questo delicato compito, si è avvalso della consulenza di un dottore commercialista, competente in materia di bilancio. Sin dai primi momenti però, entrambi si sono accorti che qualcosa in quei numeri non quadrava. Lo stesso presidente Antonio Rocca riferisce che si è trovato tristemente davanti ad una contabilità a dir poco lacunosa oltre che gravemente incompleta, cosa che lo ha fortemente sorpreso nonché destabilizzato.

Lo stesso presidente, dopo essersi accorto della situazione, si è recato presso gli istituti bancari dove erano depositati i conti correnti della sede della Croce Rossa Italiana di Frosinone. Qui non venivano trovate fatture di riscontro alle somme corrisposte ed ai giustificativi relativi, aggravando ulteriormente la situazione finanziaria che il nuovo presidente si trova a fronteggiare. Sono stati riscontrati ammanchi per oltre 300.000 euro, non giustificati in alcun modo.

Tra i nominativi beneficiari di compensi, compaiono i professionisti di cui la sezione provinciale della Croce Rossa Italiana, con sede a Frosinone, si serve in seguito alla convenzione stipulata con la Regione Lazio per i servizi del 118. Molti fondi sono stati deviati alla associazione “L’infermiere di quartiere” oltre che ai professionisti prima citati e tutto compare sommariamente come “rimborso spese“, all’insegna di conti chiaramente non regolari. Alla Gdf si chiede una verifica della movimentazione dei soldi pubblici e l’eventuale individuazione di responsabilità penali della dirigenza precedente.

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Cosa ne pensa l’autore
Carlo Crescenzi

Carlo Crescenzi - La situazione è drammatica a mio avviso: nel mondo del volontariato questo non dovrebbe accadere. Come può l'impiego di 300.000 euro non essere stato giustificato chiaramente? Dove sono le fatture elettroniche oppure le schede fornitori intestate ai beneficiari dei fondi? Aspettiamo la verifica da parte della guardia di finanza di Frosinone e l'eventuale processo penale alla dirigenza precedente all'attuale.

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