Frana in Molise: autostrade e ferrovie paralizzate, disagi e interventi in corso

Una frana storica a Petacciato blocca autostrade e ferrovie in Molise, con disagi per centinaia di passeggeri e tempi di ripristino stimati in settimane o mesi.

Frana in Molise: autostrade e ferrovie paralizzate, disagi e interventi in corso

Una frana storica a Petacciato, nel Basso Molise, ha provocato oggi uno scenario senza precedenti, spaccando in due la mobilità lungo la dorsale adriatica. Il maltempo ha aggravato il crollo del ponte sul Trigno, costringendo alla chiusura dell’autostrada A14 tra Poggio Imperiale e Vasto sud e sospendendo la linea ferroviaria Bari-Pescara tra Montenero di Bisaccia e Termoli.

I binari risultano deformati di una decina di centimetri, rendendo impossibile il transito dei treni per settimane, con deviazioni su percorsi alternativi via Caserta e Roma. Le ripercussioni si estendono a centinaia di passeggeri fermi nelle stazioni di Termoli e Foggia, famiglie, studenti e pendolari, mentre volontari e personale della Protezione Civile sono impegnati nell’assistenza.

L’impatto sulle autostrade si traduce in code fino a tredici chilometri in direzione nord e fino a sei in direzione sud, con percorsi alternativi complessi, soprattutto per mezzi pesanti, costretti a deviazioni significative tramite la SS650 Trignina e la A1 Milano-Napoli. La frana di Petacciato, documentata sin dal 1916, è nota per la sua periodicità: fenomeni analoghi si sono verificati negli anni 1932, 1938, 1953-1960, 1966, 1979, 1991, 1996, 2009 e 2015, quest’ultimo particolarmente grave, con l’abbattimento di edifici e interruzione di infrastrutture.

Il sistema di monitoraggio installato nell’area ha immediatamente rilevato il movimento franoso, attivando sensori sia sulla carreggiata sia sul terreno e permettendo la chiusura preventiva dei tratti stradali e ferroviari. Secondo Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile, i tempi di ripristino saranno lunghi: si stimano settimane o mesi, dato che la frana interessa un fronte di circa 4 chilometri, compreso tra il paese e il mare, rendendo impossibile qualsiasi intervento strutturale finché il movimento non si stabilizza.

L’evento evidenzia la complessità della convivenza con fenomeni naturali di tale portata e sottolinea l’importanza dei sistemi di prevenzione e monitoraggio per garantire la sicurezza dei cittadini e dei viaggiatori. In attesa di interventi concreti, la priorità resta la gestione dei disagi, con supporto ai passeggeri e deviazioni per veicoli leggeri e pesanti, mentre le autorità e i geologi monitorano costantemente l’evolversi della situazione. 

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