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Firenze

Firenze, una banda produceva e commercializzava vino contraffatto

Era una banda estremamente organizzata, i Nas sono intervenuti all'interno di un'operazione Interpol condotta in 61 paesi diversi. L'indagine è stata coordinata dall'unità antimafia di Firenze.

Cronaca
Pubblicato il 26 aprile 2017, alle ore 12:48

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Firenze, una banda produceva e commercializzava vino contraffatto
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Nell’ambito di un’operazione dell’Interpol i carabinieri hanno smantellato una banda che produceva e commercializzava vino contraffatto in Toscana. Una banda estremamente organizzata, ogni membro ricopriva un ruolo specifico, niente veniva lasciato al caso, una pianificazione quasi esemplare.

I Nas sono intervenuti nell’ambito di un’operazione Interpol ed Europol in 61 paesi diversi, Italia compresa: è stata individuata un’organizzazione a delinquere che produceva e distribuiva vino di infima qualità spacciandolo per le bottiglie di una nota etichetta IGP.

L’indagine è stata coordinata dall’unità antimafia di Firenze e ha portato all’identificazione di 13 persone: tre sono finite in carcere. Il vino contraffatto veniva addizionato con alcol puro per accrescerne il volume alcolico: veniva confezionato con perizia e immesso sul mercato.

Ancora una volta emerge che i criminali contraffanno cibo e bevande senza curarsi del costo umano, sottolinea il comunicato di Europol.

La Guardia di Finanza ha inoltre smantellato un’intera filiera di falsi souvenir: l’operazione è iniziata da un negozio del centro storico di San Gimignano ove i souvenir contraffatti erano in vendita. Le indagini si sono spostate poi a Siena dove aveva sede il grossista e da lì sono arrivate a Roma e Firenze dove si trovavano il produttore e il distributore dei pezzi contraffatti.

Sono stati sequestrati 6mila souvenir tra magliette, grembiuli da cucina e calamite di vario genere. Lo stesso Consorzio del Chianti Classico ha confermato che si trattava di articoli contraffatti. Sono state denunciate tre persone che ora rischiano la reclusione da uno a quattro anni e la multa da 3.500 a 35mila euro. I souvenir contraffatti sono stati confiscati.

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Chiara Lanzini - La Cina è la capitale mondiale della falsificazione, mentre al secondo posto c’è la Germania. L'olio extravergine d'oliva è il più 'taroccato': è malleabile e può essere facilmente truccato miscelandolo con altri oli. Gli oli importati da Spagna, Tunisia e Grecia vengono rivenduti spesso come extravergini DOP prodotti in Italia.

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