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Firenze

Firenze, regalò due gamberetti al cliente e venne licenziata: giudice ne ordina il reintegro

La vicenda riguarda una commessa di un ipermercato Coop a Firenze, che nel 2019 venne licenziata dall'azienda in quanto aveva regalato due gamberetti ad una persone che doveva effettuare le prove allergiche. Il giudice ha chiesto il reintegro.

Cronaca
Pubblicato il 21 maggio 2021, alle ore 10:06

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Firenze, regalò due gamberetti al cliente e venne licenziata: giudice ne ordina il reintegro

Quella che arriva da Firenze è una vicenda molto particolare, che vede protagonista una commessa impiegata in un ipermercato del gruppo Coop del capoluogo toscano. Secondo quanto riferisce la stampa locale e nazionale, la signora, anche con dei figli a carico, poco prima di Natale 2019 venne licenziata dall’azienda, in quanto si riteneva che il suo comportamento in negozio non fosse stato idoneo. La donna, qualche tempo prima, aveva regalato due gamberetti ad un cliente. 

Il motivo era semplice: a questa persona i gamberetti servivano per poter effettuare delle prove allergiche. Dall’azienda però non hanno voluto sentire ragioni, e da quel momento la donna venne letteralmente messa in croce fino al licenziamento, comunicato appunto alla vigilia di Natale del 2019. Da allora la signora ha aperto una battaglia legale con il colosso della grande distribuzione. Battaglia che in questi giorni ha vinto, in quanto il giudice del lavoro ha ordinato l’immediato reintegro della donna. 

Coop dovrà pagarle 12 mensilità

La vicenda è stata resa nota dal sindacato di base Usb. Quando diede i gamberetti al cliente, la commessa imbustò il tutto scrivendoci sopra a penna “per test allergico” senza prezzare la merce. Una manovra, quest’ultima, che lei aveva già effettuato altre volte. Nessuno fino a quel momento le aveva detto nulla, anche perché era una cosa assolutamente legittima

In totale, se il cliente avesse dovuto pagare i gamberetti, questi sarebbero venuti poco meno di 21 centesimi. La vecchia capo reparto dell’ipermercato aveva autorizzato la commessa ad effettuare questa operazione. Usb sottolinea che la decisione del giudice rende “dignità e rispetto” alla lavoratrice.

 Il tribunale del lavoro di Firenze, quindi, ha deliberato che la donna deve tornare al suo lavoro e ha condannato Unicoop a pagarle 12 mensilità e le spese legali con rivalutazione e interessi. Il giudice della sentenza è lo stesso che diverso tempo fa condannò Unicoop Firenze per quanto riguarda il regolamento aziendale circa la procedura di vestizione e svestizione. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Questa notizia ci fa capire di come non sempre i diritti dei lavoratori vengano rispettati. La commessa non ha fatto nulla di illecito, anzi si è messa a completa disposizione del cliente. Questi episodi ci fanno capire che non sempre i grandi colossi riescono a vincere contro i lavoratori, che impugnano sempre a dovere i fatti quando si tratta di palesi ingiustizie.

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