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Firenze

Firenze, il bullo di via Baracca è in ospedale

Un nuovo capitolo della saga del bullo si è aperta: adesso, pare ricoverato in ospedale, dopo l'ennesimo episodio furente. Cosa dovremo ancora aspettarci? Il sindaco Nardella cosa aspetta ad attuare i provvedimenti di sua competenza?

Cronaca
Pubblicato il 5 aprile 2017, alle ore 13:23

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Firenze, il bullo di via Baracca è in ospedale
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La vicenda di Dimitri Grosu, il rumeno di 37 anni, che da mesi tiene in scacco via Baracca, pare divenuta una saga. Nel suo curriculum troviamo molestie, anche sessuali, danneggiamenti di negozi e delle auto in sosta con pugni e calci, richieste di soldi sotto minaccia di percosse. 

Dopo l’arresto dell’1 aprile, per aver aggredito un carabiniere, e la mancata convalida dell’arresto da parte del giudice per le indagini preliminari che ha rimesso in libertà l’uomo, ieri la polizia è intervenuta nuovamente: l’uomo, che risiede nell’ex Stefan, era tornato tranquillamente in via Baracca, pronto ad infastidire alla fermata prossima all’edificio.

I militari sono intervenuti, poiché l’immigrato ha ripreso a molestare i passanti, con sempre più ferocia: talune foto postate lo immortalano munito di spranga. Appena scorti gli agenti, il rumeno ha preso ad agitarsi, la sua furia si è scatenata in un lampo, ed è stato richiesto l’intervento del 118 per trasportarlo a Careggi.

Gli inquirenti ritengono che sia necessario il trattamento sanitario obbligatorio. La procura ha deciso di presentare ricorso davanti alla Cassazione e al Tribunale del riesame. Si attendono nuovi sviluppi. La situazione kafkiana è arrivata ad un punto di non ritorno: vi è il rischio tangibile che, se l’uomo sempre più instabile, non verrà ricoverato o collocato, come meriterebbe, a Sollicciano, qualche residente potrebbe essere aggredito ferocemente.

Il sindaco Dario Nardella ha detto che l’episodio colpisce tutti, ma occorre ricordare che le sentenze dei magistrati vanno sempre rispettate, rilevando come – di fronte a episodi del genere – i cittadini si sentano indifesi e sfiduciati. Continua dicendo: “È un problema serio verso il quale è necessario giocare tutti in squadra con grande senso di responsabilità per evitare che prenda campo non solo a Firenze un’idea di giustizia fai da te e di sfiducia nei confronti delle istituzioni“.

Pare quasi surreale che – dinnanzi ad un pericolo pubblico – Nardella abbia le mani legate, visto che il sindaco, quale ufficiale del Governo, potrebbe adottare, con atto motivato, provvedimenti urgenti al fine di prevenire (ed eliminare) gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica, e la sicurezza urbana. Tali provvedimenti devono essere comunicati al prefetto per la corretta predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione. 

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Cosa ne pensa l’autore

Chiara Lanzini - Sono quasi superflue le parole davanti a questa vicenda, che parla da sola. Un uomo, da solo, può permettersi di terrorizzare un'intera via densamente popolata, mentre l'amministrazione comunale vigila da lontano la situazione, non intervenendo. Il sindaco Nardella pare vivere su un altro pianeta, visto che comprende la situazione, difficile e pericolosa, ma continua a proferire la sua impossibilità d'azione. Incredibile.

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