Finto pedone investito ci prova con la stessa automobilista, riconosciuto e denunciato

Ha tentato di mettere in atto il suo solito trucco, ma questa volta si è trovato di fronte a una donna che lo aveva già riconosciuto come sua vittima in passato: una avvocata penalista.

Finto pedone investito ci prova con la stessa automobilista, riconosciuto e denunciato

Ancora una volta, ha colpito nella stessa zona con il suo modus operandi caratteristico. Si è lanciato improvvisamente sulle auto, mostrando subito dopo indumenti strappati, lesioni finte e qualche goccia di sangue per sconvolgere i conducenti. Tuttavia, la statistica ha giocato contro di lui, il cosiddetto “finto pedone“.

Nel giro di un anno, si è trovato di fronte alla stessa persona, una penalista torinese, al volante di due auto diverse. La donna, avendo già avuto a che fare con lui in passato, ha riconosciuto il suo trucco e ha immediatamente agito. La seconda volta, l’avvocata ha riconosciuto l’uomo che aveva incontrato un anno prima e gli ha fatto segno con la mano dal finestrino a mimare il gesto del “due”: non come simbolo di vittoria, ma come anticipazione di nuovi problemi legali.

Dopo il secondo episodio, infatti, la professionista ha deciso di agire legalmente, presentando una querela contro ignoti presso la Procura. Ora attende con ansia di scoprire l’identità del “suo” finto pedone, anche se racconta di averlo riconosciuto in una foto pubblicata su Torino Cronaca ai primi di gennaio di quest’anno.

In quell’articolo si riportava l’esperienza di un altro automobilista, del tutto simile: un forte tonfo sulla fiancata destra dell’auto mentre percorreva via Cialdini nel quartiere Pozzo Strada, seguito da un’auto che gli faceva i fari e lo invitava ad accostare. Un uomo, apparentemente ferito, si avvicina chiedendo un risarcimento di 50 euro come forfait.

Offre di accompagnare la malcapitata al bancomat per prelevare la somma richiesta e suggerisce di trattare sul prezzo quando il malcapitato minaccia di chiamare le forze dell’ordine. In quel momento, l’automobilista ha la prontezza di spirito di fotografare la targa dell’auto utilizzata dal finto pedone.

Grazie a una ricerca nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA), è stato possibile risalire all’identità di Filippo Cardullo, un 57enne già condannato in primo grado a sette mesi per truffa aggravata, commessa proprio con la stessa tattica. Inizialmente, nel processo, erano state contestate dodici accuse, ma Cardullo ha risarcito la maggior parte delle vittime, ottenendo così la sospensione delle querele.

Continua a leggere su Fidelity News