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Filorussi assaltano l’Ucraina dell’Est

Nuovi assalti nell'Est dell'Ucraina da parte dei filorussi. Scontri a Kramatorsk, nella regione di Donetsk, dove si sono registrati morti e feriti. Kiev decisa a portare la Russia davanti alla Corte di Stoccolma se questa non ridurrà i prezzi del gas

Cronaca
Pubblicato il 14 maggio 2014, alle ore 14:12

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Filorussi assaltano l’Ucraina dell’Est

Sono scoppiati gli scontri nell’Ucraina dell’Est, proprio subito dopo l’esito del referendum che ha visto protagonisti i separatisti filorussi. Rivolte e sparatorie a Kramatorsk, nella regione di Donetsk, dove, secondo il rapporto dei media locali, ci sarebbero morti e feriti. L’agenzia Ria Novosti riferisce infatti che i miliziani filorussi hanno completamente distrutto un blindato appartenente alle forze ucraine, e le vittime sono sia tra i rivoluzionari, che tra i soldati di Kiev.

Mosca invita ad accelerare la conclusione della road map dell’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), che attesta la fine della rivoluzione e prevede il blocco immediato dei raid punitivi da parte di Kiev in tutto il sud-est del paese. Infatti, la Russia sostiene che occorre liberare i centri abitati e far tornare le formazioni militari, comprese quelle di Pravi Sektor e i mercenari. Inoltre, secondo Mosca, per agire seguendo le indicazioni ed essere in linea con la road map è opportuno liberare tutti i detenuti politici, e evitare assolutamente di minacciare la popolazione con la forza.

L’Ucraina, dal canto suo, non è però così remissiva ed è decisa a portare la Russia davanti alla Corte di Stoccolma se non applicherà “prezzi di mercato” alle forniture di gas. L’affermazione viene dal premier Arseni Iatseniuk, che  in conferenza stampa con José Manuel Barroso, accusa la Russia di essere una ladra per aver sfruttato e derubato l’Ucraina di tutte le società e aziende, perfino nei giacimenti petroliferi della Crimea.

I filorussi insorti hanno catturato un colonnello di Kiev nella regione di Donetsk. L’uomo, Iuri Lebed, era stato in servizio in Crimea e non aveva accettato di far parte delle forze armate russe dopo l’annessione della penisola. La notizia è stata data dall’agenzia di stampa statale ucraina Ukrinform, ma la conferma ufficiale non è ancora arrivata. La rivolta continua a provocare violenze e danni a cose e persone e la situazione è ben lungi dal desistere, viste le richiesta dell’una e le opposizioni dell’altra. Ancora nessuno dei capi di governo è riuscito a trovare una mediazione tale da concordare entrambi e risolvere la questione una volta per tutte.

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