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"Festa della Perdonanza Celestiniana”, candidata italiana per il patrimonio Unesco

La "Festa della Perdonanza Celestiniana” si è candidata per la lista dell'Unesco relativa al patrimonio culturale immateriale. L'Italia riceverà la riposta nel 2019.

Cronaca
Pubblicato il 6 aprile 2018, alle ore 13:27

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"Festa della Perdonanza Celestiniana”, candidata italiana per il patrimonio Unesco

L’Italia presenta – per il suo riconoscimento nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale Unesco – la “Festa della Perdonanza Celestiniana”, la cui valutazione è attesa per il 2019. Questa lista è stata promossa dall’Unesco dal 2003 e, con lo scopo di preservare le tradizioni e costumi e gli usi delle comunità, per evitare che si perda nel corso degli anni.

Questa festa si svolge dal 16 al 29 agosto ed è celebrata interrottamente dal 1294, data importante in cui venne consacrato papa Pietro Angeleri, passato alla storia con il nome di Celestino V. Emanò una bolla moderna per i tempi: chi si fosse confessato tra il 28 e il 29 agosto, visitando la basilica di Collemaggio, avrebbe ottenuto l’indulgenza plenaria, cioè l’assoluzione della pena e la remissione dei peccati. 

Successivamente, Celestino V rinunciò al suo incarico, ma gli aquilani continuarono a difendere la bolla emanata, proteggendola dal nuovo Papa Bonifacio VIII, che voleva abolirla. Da quel momento, il testo fu conservato nella cappella della torre del palazzo civico, da cui viene trasportato fuori per la “Festa della Perdonanza Celestiniana”, per essere trasportata fino alla basilica di Collemaggio.

Si tratta di una festa che ogni anno coinvolge i territori della provincia aquilana, in un percorso che parte dall’Eremo Celestiniano di Sant’Onofrio, alle pendici del Monte Morrone a Sulmona, e attraversa numerosi paesi della Valle Subequana, giungendo infine nel centro della città dell’Aquila. Durante questa festa, ci sarà l’attraversamento rituale della cosiddetta “Porta Santa” della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Quest’anno, 2018, si celebrerà la 724 esima edizione di questa antica festa.

Questa festa comprende numerose attività di salvaguardia e trasmissione della storia, dei suoi simboli (come il fuoco, il cammino, gli oggetti, gli abiti) e dei suoi valori, verso la popolazione, soprattutto fatta di giovani e bambini. Il riconoscimento UNESCO farebbe acquistare importanza a questa festa, e a tutto il patrimonio culturale immateriale che la contorna. 

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Cosa ne pensa l’autore
Giada Corradini

Giada Corradini - Non dovremmo dimenticarci di feste e ricorrenze come queste che, anche se non sono recenti, possono insegnarci un pò di storia passata sulle nostre località. Considerando la costanza con la quale ogni anno viene organizzata questa festa, e la storia e gli avvenimenti che rappresenta, dovrebbe diventare patrimonio dell'Unesco, e rappresentare l'Italia.

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