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Ferrara, giunta leghista riporta l’ordine in città: tolte le panchine antispaccio, ma la gente insorge

Nella città estense la sicurezza va garantita a tutti i costi, anche contro la volontà delle famiglie e degli anziani. Come a Treviso: "Togliamo le panchine dai parchi".

Cronaca
Pubblicato il 29 agosto 2019, alle ore 16:17

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Ferrara, giunta leghista riporta l’ordine in città: tolte le panchine antispaccio, ma la gente insorge

La giunta leghista di Ferrara ha lanciato l’operazione “Parchi sicuri” al fine di fermare lo spaccio nelle aree verdi cittadine. La scelta prevede la rimozione delle panchine dai parchi. I cittadini non sono, però, tutti d’accordo con il sindaco e la sua giunta. Quelle panche servivano alle mamme e ai bambini, agli anziani e ai residenti abituati a frequentare i parchi cittadini.

Il modello antispaccio arriva da Treviso, il sindaco Gentilini a suo tempo, nel 1997, aveva fatto togliere le panchine “perché usate dagli immigrati“.

#lasciatecilepanchine

Il vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, ribadisce la linea forte: “lotta dura a chi spaccia nei parchi, a chi bivacca e a chi pensa di fare da padrone nei parchi giochi“, assicurando però che qualche panca resterà, se in posizione visibile e vicina alle giostrine. Durante la campagna elettorale il partito leghista aveva promesso di liberare dal degrado dello spaccio la zona Gad.

Una pagina Facebook, Gad- Gruppo anti discriminazioni di Ferrara, raccoglie ciò che si dice nelle piazze e nei parchi: “La vera assurdità è che non le vogliono togliere tutte. Solo quelle cattive che ospitano gli spacciatori. Faranno delle liste di proscrizione per le panchine?” scrive Mari Lo.

La battuta ironica di Paolo Calvano, segretario regionale del PD, fa tremare e sorridere insieme: “Ora c’è da sperare che gli spacciatori non si siedano per terra o sulle Mura, perché in quel caso rischiamo che i parchi vengano arati o le Mura demolite“. Nelle ultime due settimane, le panchine sono state mappate, riferisce il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, come a dire che non c’è più speranza per spaccio e criminalità.

Secondo un testimone se prima nella zona Gad c’era gente diversa, ora ci “sono solo spacciatori” e la situazione è peggiorata. Per Aldo Modonesi, capogruppo del PD, la questione è semplice: si fa prima a “togliere le panchine dagli spacciatori che togliere gli spacciatori dalle panchine“.

Basterà l’hashtag #lasciatecilepanchine e i cartelli incollati sullo schienale delle panche a fermare l’iniziativa della giunta leghista? Sono in molti a sperarlo: i bambini e le loro mamme, i residenti della zona e, soprattutto, gli anziani che nelle loro passeggiate riprendevano fiato riposando sulle panchine.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Forse non se n'è parlato molto, ma anche a Padova sono state fatte scelte del genere in passato. E non so se sia stato risolto il problema spaccio e altro. Di sicuro, chi le usava per fermarsi e sostare durante una passeggiata all'aperto non lo ha più potuto fare: solo i più giovani hanno continuato a sostare, raggiungendo, con un salto, i muretti.

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