Fermati due giovani che avevano torturato con l’acido un 15enne per droga

I carabinieri di Villafranca, nel Veronese, hanno arrestato un giovane di 20 anni e denunciato un 18enne. I due avevano torturato un amico del pusher che gli doveva 3mila euro per l'acquisto di 1 kg di Hashish ma era fuggito a Londra

Fermati due giovani che avevano torturato con l’acido un 15enne per droga

Un nuovo fatto di cronaca ha visto utilizzare l’acido come mezzo di aggressione: due giovani infatti hanno sequestrato e torturato con l’acido un ragazzo di 15 anni per un presunto debito di 3mila euro servito per acquistare un chilo di hascisc. L’episodio è accaduto a Viallafranca, in provincia di Verona e i  carabinieri di Villafranca hanno tratto in arresto un ragazzo di 20 anni e hanno denunciato un giovane di 18 anni. Quest’ultimo all’epoca dei fatti era ancora minorenne. Le accuse nei confronti dei due giovani italiani sono di estorsione, sequestro di persona e lesioni aggravate. Le indagini condotte dai carabinieri hanno permesso di accertare che il ragazzo di 15 anni non c’entrava nulla con la storia della droga e del debito ed era assolutamente estraneo ai fatti.

Dalla ricostruzione della vicenda infatti gli investigatori hanno dedotto che il 15enne era stato coinvolto perché compagno di un baby pusher: era stato questi infatti a contrarre il debito per la droga e poi era scappato a Londra. La colpa del 15enne è stata solamente quella di essere compagno dello spacciatore e i due balordi, per vendetta nei confronti del giovane fuggito, avevano deciso di vendicarsi sull’amico. Così lo hanno rapito e torturato per 4 ore, massacrandolo con colpi di cinghia, spegnendogli addosso sigarette e, per concludere la loro bravata, gli hanno anche gettato addosso dell’acido e lo hanno incendiato.

Il ragazzo era anche stato minacciato di restituire i soldi, e anche se lui non faceva parte di quella vicenda, aveva portato via da casa alcuni oggetti tra cui un pc, un tablet e un televisore, tutti oggetti che poi la polizia ha trovato in casa dei due teppisti. A convincere il ragazzo a sporgere denuncia è stata la madre, che lo ha spinto a non cedere più ai loro ricatti in quanto lui non aveva fatto nulla di male. E così i carabinieri hanno fatto le dovute indagini e hanno perquisito la casa dei due giovani, riscontrando la veridicità dei fatti raccontati dal 15enne. Una storia di ferocia e crudeltà incredibile, nei confronti di un ragazzo che nulla aveva a che fare con la droga e che invece è stato preso di mira.

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